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Mercoledì 20 novembre 2013 - 15:06

Piemonte/industria: Unioncamere, si rivede il segno piu’

(ASCA) – Torino, 20 nov – Dopo sette trimestri consecutivi diflessione della produzione industriale, nel III trimestre2013 si e’ registrata in Piemonte la tanto attesa inversionedi tendenza. E’ quanto evidenzia lindagine congiunturale diUnioncamere Piemonte. La prima meta’ dell’anno si era gia’caratterizzata per una progressiva attenuazionedell’intensita’ della contrazione; nel periodoluglio-settembre 2013 la produzione industriale piemontese hafinalmente registrato una variazione tendenziale grezza del+0,6% rispetto al III trimestre del 2012. Per quanto sitratti di un risultato positivo, occorre precisare come ilconfronto venga effettuato rispetto al trimestre che hascontato la diminuzione della produzione industriale piu’intensa tra quelle registrate a partire dal IV trimestre2011. ”Finalmente un po’ di respiro per il sistemaimprenditoriale piemontese – dichiara Ferruccio Dardanello,Presidente di Unioncamere Piemonte -: un risultato che cirestituisce l’immagine di un Piemonte che non smette dicredere nelle proprie potenzialita’, anche nei momenti piu’difficili. I dati ci mostrano che uscire dalla crisi e’possibile, ma il momento congiunturale resta molto delicato enon bisogna abbassare la guardia. Nei prossimi trimestri -prosegue Dardanello – sara’ quindi decisivo l’impegno delleistituzioni nel predisporre strumenti a supporto delleimprese e in grado di far ripartire la domanda interna, nellaconsapevolezza che l’export – che ancora una volta siconferma il fattore trainante – non puo’ essere l’unicomotore di sviluppo della nostra economia”. ”La situazione dell’industria rimane molto delicata -avverte Gianfranco Carbonato, Presidente di ConfindustriaPiemonte -: la domanda interna non da’ segni di risveglio eil miglioramento e’ spiegato esclusivamente dall’andamentodell’export. Finche’ non ripartiranno gli investimenti, laripresa rimarra’ fragile. Le imprese soffrono anche sul pianofinanziario: il credito stenta ancora ad affluire alleimprese, non si attenua il flusso di sofferenze, peggiora laredditivita”’. ”E’ un quadro a luci e ombre quello che emergedall’analisi delle esportazioni – spiega Antonio NucciDirettore Regionale per il Piemonte, Valle d’Aosta e Liguriadi Intesa Sanpaolo – Se da un lato, infatti, le areedistrettuali della regione mostrano una crescita nulla nel IItrimestre del 2013, dall’altro lato evidenziano una miglioretenuta sia rispetto alla media del manifatturiero italiano(-0,3% la variazione dell’export), sia, soprattutto, rispettoall’industria tedesca (-1,7%)”. La stagnazione delleesportazioni piemontesi e’ la sintesi di andamenti moltodifferenziati, con distretti in forte crescita (vini diLanghe, Roero e Monferrato) e distretti ancora in calo (adesempio, la rubinetteria e il valvolame di Cusio-Valsesia).

L’export piemontese e’ poi rimasto in territorio negativo neimercati maturi (-1,7%) e, soprattutto, in Europa, ma hacontinuato a crescere nei nuovi mercati (+4,4%), dove sonostati trainanti Brasile, Cina, Polonia e Sudafrica. Leprospettive di superamento dell’attuale fase recessivarestano affidate nel breve termine alla capacita’ delleimprese piemontesi di sfruttare le opportunita’ presentiall’estero”. Il fatturato totale aumenta, in media,dell’1,3%, trainato dalla componente estera, che segnala unavariazione tendenziale del +2,2%. I risultati migliorivengono concretizzati dalle industrie chimiche e dellematerie plastiche (+3,8%) e da quelle dei mezzi di trasporto(+3,7%). Le industrie meccaniche registrano, invece, un nuovocalo produttivo (-1,7%). A livello territoriale Il tessutoproduttivo della provincia di Torino realizza, cosi’ come neltrimestre precedente, il risultato piu’ convincente, con unaumento del 2,0% rispetto al III trimestre 2012. Il buonandamento registrato dalle industrie tessili edell’abbigliamento fa si’ che la provincia di Biella sicollochi subito dopo il torinese, registrando un incrementodell’1,9%.

L’alessandrino e il cuneese concretizzano variazionitendenziali della produzione industriale rispettivamente parial +0,8% e +0,4%. Il segno negativo accomuna, invece, irestanti territori.

com/eg/mau

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