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Giovedì 14 novembre 2013 - 20:30

Crisi: l’Eurogruppo ”libera” Irlanda e Spagna ma striglia la Grecia

(ASCA) – Bruxelles, 14 nov – L’Irlanda e la Spagna uscirannodal programma di assistenza finanziaria. L’Eurogruppoufficializza decisioni che erano nell’aria, dando il vialibera al ritorno della sovranita’ economica e finanziariadei due paesi – da dicembre per l’Irlanda e da gennaio per laSpagna – e il loro ritorno sui mercati. Entrambi i paesiescono ”in maniera pulita”, come la definiscono aBruxelles, vale a dire senza aiuti. I cuscinetti diliquidita’ (o accordo preliminare per un prestito cautelativodel fondo Esm nel caso un ritorno sul mercato dovesse esserenegativo) non sono stati richiesti ne’ da Dublino ne’ daMadrid, ma i due paesi resteranno comunque ‘sorvegliatispeciali’ di Commissione europea e Banca centrale europea,come previsto dagli accordi del two-pack, la normativa sullavigilanza dei bilanci dei paesi dell’Eurozona con grandisquilibri. Per l’Irlanda – il cui programma e’ costato 67 miliardi,sborsati dal fondo salva-stati Efsf – il Fondo europeo distabilita’ finanziaria (l’Efsf) sborsera’ l’ultima tranche diaiuti da 800 milioni entro due settimane, a cui siaggiungeranno 600 milioni del Fmi dopo il via libera delboard. Per la Spagna – il cui programma e’ costato 41miliardi di euro, erogati interamente del fondo salva-StatiEsm – non sono previste altre tranche. ”Questo dara’ unsegnale chiaro ai mercati: il riequilibrio delle economie e’in corso”, il commento di Olli Rehn, commissario europeo pergli Affari economici e monetari. ”Possiamo vedere che l’attuazione determinata diun’agenda onnicomprensiva di riforme ha rimesso i paesi sullavia della sostenibilita”’.

Irlanda e Spagna, pero’, ”devono proseguire con leriforme”, mette in chiaro il presidente dell’Eurogruppo,Jeroen Dijsselbloem. Una richiesta particolare viene avanzataper la Spagna: a Madrid si chiede di completare la riformadelle casse di risparmio.

L’Eurogruppo richiama all’ordine la Grecia: Atene devecompiere passi avanti. ”Le autorita’ greche hanno bisogno diprodurre risultati con urgenza” se vogliono ottenere laprossima tranche di aiuti da un miliardo di euro, rilevaDijsselbloem. La Grecia e’ esortata a completare il processodi riforme strutturali, procedere alle privatizzazioni,ridurre lo squilibrio di bilancio. Nessun passo avanti sulprogetto di unione bancaria: i paesi dell’Eurozona hannoaffrontato il tema degli interventi di assorbimento deglishock (‘backstop’) nell’ambito del meccanismo di risoluzionedelle crisi degli istituti creditizi. ”E’ stata esplorata” la possibilita’ di ricorrereall’intervento dei privati attraverso il ricorso ai fondi diazionisti e obbligazionisti (bail-in), spiega Dijsselbloem,per eliminare il ricorso dell’iniezione di capitale pubbliconelle banche (bail-out). Qualora cio’ non dovesse bastare sipensa al sostegno pubblico nazionale ”in linea con le regolecomunitarie sugli aiuti di stato”, e in terza e ultimaistanza, se necessario, il ricorso a contributi comunitari.

Di questo si parlera’ domani nel corso dell’Ecofin, che siprevede finira’ a tarda notte. bne/mau

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