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Lunedì 11 novembre 2013 - 14:28

Bnl: cinema, crollano del 19% spettatori nel biennio 2011-2012

(ASCA) – Roma, 11 nov – Crollano del 19% le presenze in saladegli spettatori nel biennio 2011-2012. Lo rileva uno studiodiffuso dalla Bnl (Bnp Paribas) dal titolo ‘Cinema trarecessione e innovazione’ in cui si sottolinea come inItalia solo uno spettatore su due si e’ recato al cinema loscorso anno. Il comparto vale pero’ circa 2 milairdi di euronel 2011.

”I lunghi anni di contrazione del Pil e del reddito dellefamiglie in Italia – si legge – non potevano non avereun’influenza anche nel settore della cultura e ricreazione.

Nel 2012 solo un italiano su due si e’ recato al cinemaalmeno una volta, un valore che in Europa ci colloca allostesso livello della Spagna ma sotto la Francia dove lafrequentazione dei cinema e’ ancora maggiore. Il calocomplessivo delle presenze nelle sale cinematografiche inItalia nel biennio 2011-2012 e’ stato pari a circa il 19%”,si legge nel Focus presentato dalla Bnl sul cinema. Anche in un periodo complesso come quello attuale laproduzione cinematografica italiana e’ risultata in aumento:nel 2012 sono stati 166 i film di nazionalita’ italianaprodotti, contro i 155 del 2011. Per la maggior parte sitratta di produzioni totalmente italiane, e in misura minoredi coproduzioni maggioritarie che sono comunque in aumentorispetto al biennio precedente. Il principale partner nellecoproduzioni si conferma di gran lunga la Francia, con 20contratti nel 2012 contro i 15 dell’anno precedente. GliStati Uniti, con una sola coproduzione, si collocano aimargini della classifica. Il mercato cinematografico in Italia (dati al 2011) nella suaaccezione piu’ ampia vale circa 2 miliardi di euro e sicompone di circa 9.900 imprese concentrate per lo piu’ nelcomparto della produzione. La struttura imprenditoriale delsettore replica abbastanza fedelmente quella dell’interaeconomia italiana, soprattutto nel segmento della produzione,dove si osservano poche grandi imprese e una prevalenza diunita’ produttive molto piccole e in gran partesottocapitalizzate. Dal lato della distribuzione il mercatoappare invece molto concentrato in termini di quote dimercato. L’attuale assetto della filiera cinematograficapotrebbe tuttavia cambiare radicalmente nel prossimo futuro acausa soprattutto del processo di digitalizzazione. Il Cinema in Italia vive oggi una fase di profondatrasformazione e la sua configurazione futura dipendera’ siadall’utilizzo che si sapra’ fare delle nuove tecnologie, siada come verranno affrontati alcuni problemi: accanto a quellosempre presente della ricerca di fonti di finanziamento, nelnostro paese ha ormai raggiunto dimensioni ragguardevoli ilfenomeno della pirateria, mentre e’ ancora molto scarsa lavisibilita’ dei film italiani al di fuori del territorionazionale. La lunga recessione che ormai da oltre sei anni, con breviperiodi di interruzione, attanaglia l’Italia ha avuto comeprincipale conseguenza un calo dei livelli produttivi che e’stato particolarmente accentuato nella manifattura dove ilvalore aggiunto a prezzi correnti tra il II trimestre del2008 e il II trimestre di quest’anno e’ calato del 17%.

ram

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