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Venerdì 8 novembre 2013 - 13:06

Crisi: Manageritalia, l’Italia per ripartire deve puntuare sul merito

(ASCA) – Roma, 8 nov – ”L’Italia puo’ e deve farcela, madobbiamo cambiare registro tutti e puntare sul merito e suimigliori. Questo e’ l’unico modo per risollevare il Paese eaiutare veramente i piu’ deboli, non pensare di risolveretutto redistribuendo il poco che c’e’ a favore di chi stapeggio, perche’ cosi’ facendo tra un po’ ci sara’ ben poco daredistribuire”. Cosi’ Guido Carella, presidenteManageritalia, ha aperto stamattina a Milano l’82esimaAssemblea della federazione dei 35mila manager del terziarioprivato. ”Noi manager, come tanti italiani, siamo stanchi diaspettare – ha detto Carella citando cosa ci blocca -diciamobasta allo scempio del paese e vogliamo riprendercil’Italia.

La legge di Stabilita’ non va, perche’ chiede nuove tasse,non taglia la spesa pubblica, non combatte evasione ecorruzione, non ci fa crescere. Questa politica non serve,perche’, litigiosa, inconcludente e incurante dell’interessegenerale, non sa creare le condizioni per cambiare, innovaree far ripartire il Paese. Questa mentalita’ non aiutaperche’, incentrata su pessimismo e declino, non sfrutta lepotenzialita’ che abbiamo per risanarci e rilanciarci sulpiano politico, economico e sociale”.

Il presidente di Manageritalia ha poi incentrato il suodiscorso su quello che serve: ”Dobbiamo cambiare tanto etutti. Chiedere alla politica non le risposte, ma la corniceche permetta a ognuno di noi cercare e trovare la suarisposta. Pretendere una politica meno invasiva che rendaconto di quello che fa e si faccia giudicare su obiettivi erisultati raggiuti. Ripartire da uno Stato piu’ leggero cheridisegni il suo ruolo. Rispettare e valorizzare chi hasempre fatto il suo dovere lavorando e pagando le tasse eoggi, pensionato, prende solo quello che gli spetta. Superareil capitalismo di relazione e spartizione per una concorrenzavera, libera, sana e solidale, perche’ capace di far crescerel’intero sistema”.

”Dobbiamo soprattutto valorizzare chi merita, guadagna eagisce nella legalita’ – ha continuato Carella riprendendo ilfilo conduttore di tutto il suo discorso – perche’ e’ untalento da trattenere, motivare e far fruttare, non uncittadino da tartassare, colpevolizzare e allontanare.

Nonostante tutto abbiamo anche un’Italia che funziona, chevede in prima fila quelle aziende che, grazie a imprenditoriintelligenti che negli ultimi anni hanno dato sempre piu’spazio a validi manager, competono, vincono e creano valoreaggiunto e ricchezza per tutti. Un’Italia figlia del merito,del valore e del talento di tanti bravi manager che, insiemea imprenditori e altre figure qualificate, possono guidare ilPaese verso un futuro di crescita e ricchezza e non dipauperismo e sofferenze”. A riprova che dobbiamo puntare sui piu’ meritevoli per staremeglio tutti, una ricerca del 2008 di Fondazione RodolfoDebenedetti e London School of Economics dimostra che imanager ”eccellenti”, quelli scelti per merito e valutatisui risultati, migliorano la capacita’ dell’azienda diaumentare le vendite (+14% nell’arco di tre anni rispettoalla media delle aziende considerate), l’occupazione (+24%) eil ritorno sul capitale impiegato (ROCE +14%). Emerge ancheche guadagnano di piu’, ma meritandolo con le loroperformance che vanno a favore di tutti. E questi sono imanager veri che servono all’Italia, quelli, e ce ne sonotanti, che fanno funzionare le aziende, non quelli che sonosolo amici degli amici, fedeli alla proprieta’ e/o messidalla politica.

”Perche’ – ha concluso Carella – se, come dice EnricoMoretti nel libro La nuova geografia del lavoro, ”ogni nuovoposto di lavoro ad alto contenuto tecnologico o qualificatoche si crea in un territorio produce altri cinque posti” e’su questi lavoratori e su quest’economia che dobbiamopuntare. Questo deve essere il futuro della nostra politicaeconomica, delle nostre aziende e dei nostri lavoratori. Percrescere dobbiamo giocare all’attacco, non di certo in difesae punendo chi ha legittimamente di piu’. Anzi e’ propriopuntando su chi ha piu’ talento e capacita’ che dobbiamoguardare al futuro. Perche’ il futuro sia migliore pertutti”.

com-ram

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