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Giovedì 7 novembre 2013 - 17:10

Bce: Draghi si veste da ”colomba”. Taglia tassi e ferma l’euro (punto)

(ASCA) – Roma, 7 nov – A sorpresa la Bce ha tagliato i tassidi interesse di 1/4 di punto allo 0,25%, il nuovo minimostorico. Si tratta della seconda riduzione del costo deldenaro realizzata nel 2013, la prima dallo 0,75% allo 0,50%lo scorso maggio.

La decisione odierna e’ arrivata in qualche modoinaspettata anche rispetto a quanto dichiarato da altrimembri del Governing Council della Bce, quali Edwald Novotny,governatore della banca centrale austriaca, che la scorsasettimana aveva definito ”non realistico un taglio dei tassidi interesse”. Non a caso la sforbiciata al costo del denaro ”e’ statapresa a maggioranza” ha spiegato il presidente della Bce,Mario Draghi, ”c’era unanimita’ sulla decisione di agire”ma differenti visioni ”sul quando”. Probabile che irappresentanti della banche centrali del fronte del NordEuropa, quali ad esempio Austria e Germania, non siano statifavorevoli, ma si tratta di una congettura, almeno fino a chenon verra’ deciso, come accade con la Federal Reserve, direndere pubblici le ”minute” dei verbali della riunionidella Bce.

Come resta una congettura, anch’essa realistica, che laFrancia possa essersi schierata con il fronte del Club Med,la periferia dell’Eurozona, decisamente favorevole a untaglio del costo del denaro per indebolire un euro troppoforte per esportazioni che, al contrario di quelle tedesche,hanno un minor valore aggiunto e soffrono maggiormentel’apprezzamento delle moneta unica nei confronti deldollaro.

Draghi, nel corso della conferenza stampa, ha volutosubito sgombrare il campo da qualsiasi riferimento ai tassidi cambio, ”nella nostra decisione non sono menzionati e nonsono un obiettivo di politica monetaria”. Nei fatti pero’l’euro in meno di due ore ha perso due figure sul dollaroscendendo da 1,35 a 1,33, dopo che la scorsa settimanaviaggiava a 1,38.

Il numero uno dell’Eurotower ha invece argomentato lamossa sui tassi come il frutto di ”una inflazione destinataa rimanere bassa per un periodo prolungato”. In Eurolandia iprezzi al consumo viaggiano allo 0,7% e sono ben lontanidalla ”soglia di attenzione” fissata intorno al 2%. Tantoche sul costo del denaro ”non abbiamo raggiunto il fondo,potremmo ridurlo ulteriormente”, ha sottolineato Draghi.

A giustificare una politica monetaria sempre piu’espansiva, che dovrebbe sostenere ”imprese e famiglie” nonc’e’ solo l’inflazione estremamente bassa, ma anche ” unacrescita modesta in questo secondo semesrte” peraltrominacciata da ”rischi al ribasso”, mentre la disoccupazionepur ”in fase di stabiizzazione” resta sui picchi storicidall’introduzione dell’euro (1 gennaio 1999).

Inoltre, i mercati monetari e finanziari dell’Eurozona nonsono ancora tornati ai livelli di funzionamento pre-crisi,bassi tassi di interesse ”aiuteranno il mercatointerbancario” e potranno contribuire ”a ridurre laframmentazione dei mercati finanziari” dell’Eurozona. Allostesso scopo, le misure di politica monetaria nonconvenzionali, prestiti illimitati della Bce a tasso fisso,sono state prolungate fino alla fine del secondo trimestredel 2015.

Guardando alle categorie dell’ornitologia monetaria, ilDraghi odierno, vestito da ”colomba”, e’ piaciuto almercato e probabilmente a molti leader politici del SudEuropa, ai quali forse si sta aggiungendo il presidentefrancese Francois Hollande. L’inquilino dell’Eliseo potrebbe essere tentato diassumere la leadership dei paesi ”meno ricchi”dell’Eurozona, qualcosa che e’ nel Dna della storiatransalpina. Seguire le orme del suo precedessore, NicolasSarkozy, per cinque anni appiattito sulle posizioni diBerlino, non sembra la strada maestra per riconquistare lafiducia dei connazionali. Anche i francesi cominciano asentire, nelle tasche e nella crescita della disoccupazione,gli effetti di una adesione acritica ai dettamidell’austerita’ ”prussiana”.

men/mau

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