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Giovedì 7 novembre 2013 - 15:10

Banche: Adusbef, scarsi i benefici sui mutui da taglio tasso allo 0,25%

(ASCA) – Roma, 7 nov – Benefici dalla manovra Bce sui tassisolo se le banche adegueranno il costo del denaro allevariazioni della Bce. Per i mutuatari ci potrebbero essererisparmi da 132 euro a 366 euro ogni anno a tassi variabilie da 156 a 372 euro l’anno per i nuovi mutui a tasso fisso.

Lo dice l’Adusbef in un comunicato. Il taglio di un quarto di punto del tassi di riferimento Bce,portati allo 0,25 per cento, il minimo storico, dopo lavariazione del 2 maggio scorso, quando i tassi furono portatiallo 0,5%, potrebbe avere effetti positivi sull’economiaitaliana sulla quale grava lo spettro di deflazione estagnazione, a patto che le banche leste come lepri quando laBanca Centrale aumenta il costo del denaro, lente comelumache quando diminuisce, trasferiscano celermente questapositiva manovra sull’economia italiana.

Il ritocco del tasso dello 0,25% non portera’ i vantaggiattesi per i mutuatari: l’euribor torna a scendere e neimutui variabili di recente accensione il tasso applicato e’per oltre due terzi costituito dallo spread. I mutuatariitaliani pagano comunque un tasso superiore di 162 punti baserispetto ai cittadini di Eurolandia: + 20.400 euro rispettoagli altri paesi per un mutuo di 100mila euro a 20 anni,secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori.

E’ chiaro che, dati i livelli prossimi allo zero, la manovraha sempre minor effetto reale sui tassi correnti. Mentre peri mutui parametrati al tasso BCE (sono solo il 2 per centodel totale) la ripercussione sara’ automatica, laripercussione su mutui e prestiti a tasso variabileparametrati all’euribor, non sara’ certamente della stessaentita’, dal momento che i livelli dell’euribor sono gia’bassissimi.

Come ad ogni variazione di BCE, Adusbef e Federconsumatorihanno calcolato le ripercussioni potenziali della manovra suitassi dei mutui.

C’e’ da considerare che per i mutui a tasso variabile piu’recenti, lo spread imposto (arrivato anche al 4,5 per cento)supera di gran lunga il tasso applicato; pertanto anche unritocco dell’euribor avra’ scarsa influenza sul calcolo dellarata. In sostanza, un mutuo di 100 mila euro a 30 anni vedeil mutuatario italiano pagare una rata mensile di 94 europiu’ alta (1.128 euro in piu’ all’anno) del mutuatario diEurolandia. A conclusione del mutuo trentennale, avra’ pagato33.840 euro in piu’ di un cittadino dell’area Euro. Con ilivelli di tasso di luglio 2013, era di poco oltre i 30mila.

Per lo stesso mutuo ma a 20 anni, alla fine il mutuatarioitaliano avra’ pagato 20.400 euro in piu’. Con i livelli ditasso di luglio 2013, era di poco oltre i 18 mila. Le nostre banche continuano ad approfittare del basso livellodell’Euribor per i tassi variabili (stabile da marzo) edEurirs per i tassi fissi (in calo) per imporre spreadaltissimi sui mutui. Risparmi piu’ consistenti si potrebbero avere su fidi eprestiti per le imprese ed i prenditori di credito, a pattoche ci sia un’attenta vigilanza su banche, aduse ad aggirare,sempre a loro vantaggio, qualsivoglia manovra che portavantaggi a consumatori- utenti dei servizi creditizi. com-ram

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