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Lunedì 4 novembre 2013 - 17:33

Alimentare: Coldiretti, 100% pomodori italiani senza residui chimici

(ASCA) – Roma, 4 nov – ”Il cento per cento dei pomodoriitaliani trasformati, dalla passata di pomodoro alla polpa dipomodoro, dai pomodori pelati ai pomodori secchi, sonorisultati regolari per la presenza di residui chimici sullabase delle ultime analisi del Ministero della Salutepubblicate nel rapporto ‘controllo ufficiale sui residui diprodotti fitosanitari”’. E’ quanto afferma la Coldiretti chenel commentare le polemiche sulla produzione di pomodoroevidenzia il fatto che l’Italia ha conquistato il primato inEuropa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minornumero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltreil limite (0,3 per cento) che sono risultati peraltroinferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5per cento di irregolarita’) e addirittura di 26 volte aquelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarita’). Un risultato ottenuto dalla grande responsabilita’ degliagricoltori italiani e dal sostegno del sistema di controllipiu’ capillare ed efficiente in Europa che – sottolinea laColdiretti – garantisce la genuinita’ di quello che arriva intavola. Una attivita’ che occorre pero’ agevolare rendendoobbligatoria l’indicazione della provenienza in etichetta.
”Attualmente in Italia – denuncia la Coldiretti -l’obbligo di indicare la provenienza e’ in vigore per carnebovina (dopo l’emergenza mucca pazza), pollo (dopol’emergenza aviaria), ortofrutta fresca, uova, miele, lattefresco, passata di pomodoro, extravergine di oliva, ma ancoramolto resta da fare e l’etichetta e’ anonima per circa lameta’ della spesa dalla pasta ai succhi di frutta, dal lattea lunga conservazione ai formaggi, dalla carne di maiale aisalumi fino al concentrato di pomodoro e ai sughi pronti”. Secondo Coldiretti/Eurispes nella provincia di Salernoarriva il 98 per cento del concentrato di pomodoro cineseimportato per essere rilavorato nelle industrie campane.

Infatti il 34 per cento del pomodoro italiano da industriaviene coltivato in Emilia Romagna, il 35 per cento in Pugliaed appena il 5 per cento in Campania dove peraltro ci sonodue pomodori come il San Marzano e il Pomodorino del Piennolodel Vesuvio che si possono fregiare del marchio europeo Dop(denominazione di origine protetta) che – conclude laColdiretti – assicura un livello aggiuntivi di controllo e digaranzia qualitativa sulla base di specifici disciplinari diproduzione.

red/glr

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