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Mercoledì 30 ottobre 2013 - 16:17

Sprechi: Finco, 381 opere incompiute. Spicca costruzione nuove caserme

S(ASCA) – Roma, 30 ott – Al via la pubblicazione dell”’Anagrafe sulle opere incompiute” del nostro Paese. Locomuica una nota di Finco.

”Vede finalmente la luce questa banca dati che fissa lasituazione di centinaia di investimenti in iniziativeattivate dalle Amministrazioni che, per cause diverse, sonorimaste incomplete e quindi non fruibili dalla collettivita’,rappresentando un gravissimo spreco di risorse pubbliche”spiega la nota.

”Dobbiamo al Ministero delle infrastrutture e trasportied in particolare alla Direzione Generale per la Regolazioneed i Contratti”, sostiene la presidente Finco, Carla Tomasi,” questa prova del fatto che quando si vuole e c’e’ lacompetenza, la tenacia e l’abnegazione, anche nelle P.A.

possono essere portate a termine operazioni di buonaamministrazione con le sole risorse interne e senza quindiulteriori spese per la collettivita”’.

Dall’elenco, per ora mancante delle sole Regioni Liguria,Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna e della Provinciaautonoma di Trento, emerge che le opere incompiute finoracomunicate sono 381 (con una punta di 53 nel Lazio). Iltotale del valore delle opere realizzate ammonta a1.468.247.721,78 euro. La parte incompiuta viene ad oggistimata in 918.562.303,44 euro.

E’ da notare che tra le opere incompiute a livellonazionale, molte riguardano la costruzione di nuove caserme(non sarebbe meglio razionalizzare tali allocazioni arrivandoad una integrazione almeno logistica con la Polizia?!).

Il naturale impulso per nuovi investimenti puo’ venireproprio dai fondi delle opere incompiute, come Finco stessa asuo tempo, suggeriva nel Progetto ”Per un’Italia piu’ bellae piu’ sicura”.

L’elenco ha la finalita’ di coordinare, a livelloinformativo e statistico, i dati circa tali opere da partedelle amministrazioni statali, regionali e locali, ondedisporre di uno strumento conoscitivo volto ad individuare,in modo razionale ed efficiente, le soluzioni per l’utilizzoottimale attraverso il completamento ovvero il riusoridimensionato delle stesse, anche con diversa destinazionerispetto a quella originariamente prevista. ”La banca dati e’ prodromica ad una correttaprogrammazione degli interventi sia a livello nazionale cheterritoriale e siamo sicuri, conclude Carla Tomasi, che sottol’egida dell’Avv. Veca tali finalita’ verranno puntualmentemonitorate”.

red/men

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