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Mercoledì 30 ottobre 2013 - 15:17

Banche: Fisac, dopo sciopero aprire tavolo confronto

(ASCA) – Roma, 30 ott- Dopo lo sciopero generale dei bancariin programma domani giovedi’ 31 ottobre contro la decisionedell’Abi di disdettare unilateralmente il contrattonazionale, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni,”dovra’ aprire un tavolo di confronto che consenta comeprimo obiettivo di arrivare ad un accordo sul fondo disostegno all’occupazione e, in questo ambito, ragionare sulleprospettive del settore e sul rispetto del contrattonazionale”. Ad affermarlo e’ il segretario generale dellaFisac Cgil, Agostino Megale.

Il leader della categoria di lavoratori del credito dellaCgil fa sapere che oggi, in occasione della giornata delrisparmio, ha consegnato al ministro Saccomanni ”una rosa,con allegata ai clienti la lettera aperta sulle ragioni dellosciopero di domani. Il senso della rosa – aggiunge – e’questo: le spine devono andare ai banchieri, i petali ailavoratori e ai clienti e il gambo al governo perche’ invitil’Abi a ritirare la disdetta unilaterale data al contratto.

Anche perche’ non puo’ Il presidente dell’Abi Patuelliproporre un patto con i risparmiatori mentre rompe quello coni lavoratori disdettando il contratto”.
Per questo, continua il numero uno della Fisac, ”e’ moltoimportante quel che questa mattina ha evidenziato nel suointervento il governatore della Banca d’Italia Visco laddove,rivolgendosi ai banchieri, ha evidenziato si’ un problemaanche di costo del lavoro invitandoli pero’, al tempo stesso,a costruire un confronto con tutte le parti sociali. Unconfronto che deve avere come modello da perseguire quellodel 97/98 quando con Prodi fu costruito un patto sociale atre per il rilancio del sistema bancario e la tuteladell’occupazione. Per questo dal ministro Saccomanni ciattendiamo, dopo lo sciopero di domani, l’apertura di untavolo che consenta come primo obiettivo di realizzarel’accordo sul fondo di sostegno all’occupazione e inquest’ambito ragionare sulle prospettive del settore e sulrispetto del contratto nazionale”, conclude Megale.

com-ram

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