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Lunedì 28 ottobre 2013 - 19:23

Legge stabilita’: Centrella, iniqua e deludente

(ASCA) – Roma, 28 ott – ”Il disegno di Legge di Stabilita’si presenta iniquo e deludente”. Questo in sintesi ilgiudizio del segretario generale dell’Ugl, GiovanniCentrella, sul testo del ddl, espresso nel corsodell’attivita’ conoscitiva preliminare in relazione all’esamedei documenti di bilancio per il 2014-2016 da parte delleCommissioni Bilancio di Camera e Senato.

”Deludente – ha spiegato il sindacalista – perche’ nonprocede ad una sensibile riduzione della pressione fiscale,destinata anzi a crescere alla luce della nuova tassa sulpatrimonio immobiliare e dei tagli al sistema delleagevolazioni fiscali”.

Il primo elemento di iniquita’, secondo Centrella ”e’relativo al persistere di scelte discriminatorie, quasipunitive, nei confronti del pubblico impiego. Vi e’ poi lamancanza di riferimenti alla salvaguardia dei livellioccupazionali nelle societa’ partecipate dalla Pubblicaamministrazione in via di dismissione o di alienazione,soprattutto negli Enti locali, nonostante il Governo si siaimpegnato a trovare una soluzione in merito in sede diconversione del decreto legge 31 agosto 2013 n.101. Ladeindicizzazione della rivalutazione automatica deitrattamenti pensionistici colpisce pensionati tutt’altro ched’oro. In merito ai tagli alle agevolazioni fiscali, occorreevitare quelli lineari e quegli interventi che avrannoricadute sulle famiglie monoredito da lavoro dipendente e dapensione, come nel caso delle detrazioni di spese per mutui,previdenza e assistenza sanitaria integrative. Difficilmentela Trise potra’ presentarsi all’atto pratico comeun’operazione a costo zero, perche’, essendo stata spostataagli enti locali la responsabilita’ dell’imposizione fiscalesui beni immobili, i Comuni si troveranno nella condizione didover cercare risorse per assicurare i servizi essenziali,precedentemente coperti con l’Imu e dalla tariffa sullanettezza urbana. La riduzione del cuneo fiscale e’ una misuraparziale e dagli effetti decisamente ridotti”. Altra richiesta dell’Ugl riguarda ”un rafforzamentodell’articolo 4 ovvero delle risorse destinate al trasportopubblico locale. Occorre un piano nazionale di ammodernamentodel parco mezzi che garantirebbe, da una parte,l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica e,dall’altra, la permanenza in Italia dell’industriastrettamente legata al settore oggi drammaticamente in crisi,come nei casi Irisbus e Breda Menarinibus. Apprezzabile losforzo compiuto nell’articolo 7, contenente le misure dicarattere sociale, dalla cassa integrazione in derogaall’estensione della platea dei salvaguardati, ma bisognafare molto di piu”’.

red/did/

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