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Lunedì 28 ottobre 2013 - 11:07

Abi: Sabatini, obiettivo creare valore per impresa e societa’ (1 UPD)

(ASCA) – Roma, 28 ott – Creare valore economico per l’impresama anche per la societa’, rispondendo alle necessita’dell’azienda e alle esigenze degli interlocutori. Questa lariflessione al centro delle due giornate di Forum Csrdell’Abi, che si e’ aperto oggi a Roma. All’ottava edizione,l’appuntamento annuale che l’Associazione Bancaria Italianadedica alla responsabilita’ sociale d’impresa (Corporatesocial responsibility, Csr) si conferma occasione diconfronto per gli operatori nazionali e internazionaliinteressati a promuovere l’integrazione della sostenibilita’nel business anche attraverso l’utilizzo di indicatoriambientali, sociali e di governance, e a investire sullacultura della sostenibilita’. ”Creare valore per la collettivita’ – dice il direttoregenerale dell’abi, Giovanni Sabatini – e’ la sfida di cuioggi siamo investiti. Fare responsabilita’ d’impresa non puo’piu’ avere il solo fine di espandere le proprie attivita’, madi creare esempi positivi che impattino sulla comunita’.

L’obiettivo deve essere di partecipare a un miglioramentoqualitativo orientato a nuovi equilibri per la sostenibilita’economica, ambientale, sociale e alla equita’ infra eintergenerazionale. Solo agendo in questa prospettiva, sipotranno ottenere vantaggi competitivi duraturi nel tempo”.

L’Abi e’ stata testimone nell’ultimo decennio del grandefermento che ha portato diverse realta’ bancarie del nostroPaese a esperimenti, che ormai sono prassi consolidate, voltia presentare una rendicontazione sempre piu’ funzionale allagestione e alla valorizzazione di aspetti extrafinanziari delbusiness. La totalita’ del campione dispone di un codice etico che siconferma, assieme al bilancio di sostenibilita’, lo strumentopiu’ diffuso di Csr. Per quanto riguarda i contenuti deldocumento, una costante e’ l’indicazione dei diritti, doverie responsabilita’ della banca nei confronti degli stakeholder(96%), degli organi preposti al controllo e a cui rivolgersiin caso di violazioni e delle norme di comportamento (94%),dei meccanismi di attuazione e controllo (92%), deimeccanismi di remunerazione/sistema incentivante (85%).

Il 37% del campione dichiara di aver sottoposto il codiceetico ad aggiornamento e di avere erogato appositi corsi diformazione per tutti i dipendenti (82%), a riprova che lostrumento e’ utile in quanto vissuto dall’organizzazione emodellato sulle sue esigenze mutevoli.

Dall’indagine ESG Benchmark 2013, che l’Abi promuove ogni dueanni tra gli associati per acquisire le informazioniambientali, sociali e di governance (ESG) relativeall’attivita’ bancaria, emerge che il 65% del campione,rappresentativo del 70% del totale attivo di sistema adicembre 2012, prende in considerazione questi temi nellastrategia di sviluppo del proprio business, per megliogestire impatti, rischi e opportunita’ connessi al propriobusiness. I temi maggiormente considerati sono quelli chehanno a che fare con il coinvolgimento degli stakeholder(55%), il sistema incentivante (54%), la Corporate Governance(oltre il 50%), ma anche le politiche di credito (50%) e diinvestimento (38%). All’interno delle banche e’ ormai diffuso un presidiodedicato alla Csr, che nel 72% dei casi e’ un’unita’dedicata. Negli ultimi anni e’ inoltre cresciuta lapromozione di un modello che formalizza l’interazione tral’unita’ o il presidio Csr e le altre aree della banca.

Attualmente circa l’80% del campione si avvale di modalita’strutturate di condivisione delle informazioni, utilisoprattutto alla redazione del bilancio di sostenibilita’.

com-ram

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