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Sabato 26 ottobre 2013 - 16:40

Fiat: Landini, assemblee unitarie per preparare sciopero generale

ASCA) – Torino, 26 ott – No alle discriminazioni: un convegnoa Torino sulla Fiat, con studiosi come Luciano Gallino,giuristi come Piergiovanni Alleva o politici come MassimoMucchetti del Pd e Giorgio Airaudo di Sel, e naturalmentetutto il mondo Fiom per rilanciare l’azione sindacale nelpiu’ importante gruppo industriale italiano da cui ilsindacato guidato da Maurizio Landini e’ stato estromessonegli anni scorsi per rientrare da una porta, dopo lasentenza della Corte Costituzionale, che considera ancora”di servizio”. La Fiom reclama l’agibilita’ sindacale completa, la paridignita’ di ore, di permessi concessi ai sindacati firmataridal contratto, mentre oggi puo’ godere soltanto dei permessidi legge, e soprattutto la possibilita’ di tornare al tavolodelle trattative con l’azienda. E sfida gli altri sindacati ariaprire un confronto. Da Torino Landini rilancia l’iniziativa su Fiat. I puntili elenca Michele di Palma, responsabile auto della Fiom, altermine di questa due giorni al Campus Einaudi e che sarannoconsegnati agli altri sindacati metalmeccanici: assembleeunitarie in vista della preparazione dello sciopero generaleunitario di meta’ novembre contro la legge di stabilita’,rielezione di tutte le Rsu e rls nelle fabbriche italianedella Fiat, contratti di solidarieta’ che garantisconomaggiore copertura salariale e occupazione, piattaformaunitaria sugli investimenti del gruppo e convocazione di untavolo unitario alla presidenza del consiglio sugliinvestimenti Fiat, con l’obiettivo esplicito di riconquistareil contratto nazionale. Su alcune voci, tuttavia, a cominciare dalle Rsu,cancellate dal contratto Fiat, ma secondo Landini coerenticon l’accordo sulla rappresentanza tra Cgil Cisl e Uil del 31maggio, fino al contratto nazionale (e al superamento quindidel contratto Fiat) la strada appare non solo in salita, masenza uscita. Su altri forse, (le assemblee in vista dellosciopero) potrebbe esserci una qualche sintonia, ma lepremesse per un disgelo non si vedono. ”Voglio sentirmi dire in faccia di no”, dichiara Landiniche, in caso di esisto negativo, impugna nuovamente l’armadelle cause legali: ”non ne escluderemo neppure una”. Il contrasto tra la Fiom e la Fiat, non accenna amodificarsi. Anche se Landini assicura: ”Noi e Fiat siamocambiati in questi tre anni, ma mentre la Fiat sta peggio,noi siamo meglio di tre anni fa”. Non c’e’ piu’ FabbricaItalia, rileva il sindacalista, non c’e’ piu’ una solaazienda, ma c’e’ una societa’ dell’auto, che fa meno auto,”con testa direzione e soldi” fuori confine. E c’e’ unasocieta’ di trattori e camion, ora Cnh Industrial, ”che nonha fatto scelte e non ha realizzato investimenti”.

Sergio Marchionne, ad di Fiat e presidente di Cnh industrial, ”ha garantito di non abbassare dividendi alla famiglia chequei dividendi non li sta investendo nell’auto ma in altreattivita’ come il Corriere della Sera”, dice il leaderFiom.

”Il tentativo di trovare nella Fiom il capro espiatorioper non fare investimenti – dice Landini – e’ servito amettere in campo un altro progetto di riorganizzazione dellaFiat nel quale il gruppo che noi conoscevamo non c’e’piu”’.

Solo i governi – tre se ne sono succeduti nel frattempo, nonsono cambiati: ”sono stati, non solo assenti – dice Landini- ma complici e corresponsabili delle scelte Fiat”.

Il filo rosso degli interventi dei delegati dei varistabilimenti in questi due giorni e’ il racconto difabbriche che lavorano a singhiozzo e di salari che calano,ma quando le linee tornano a muoversi, sottolineano,aumentano ritmi e cadenze. C’e’ il tono dell’amarezza, dall’Irisbus di Avellino adArese sostanzialmente chiusi , dell’incertezza, a Pomigliano,dove circa duemila lavoratori non sono ancora rientrati inproduzione, fino alla inquietudine per fabbricheapparentemente immuni alla crisi come la Maserati di Imola, acui pero’ lo stabilimento di Grugliasco sta creando qualcheproblema, e dove quindi i livelli di saturazione degliimpianti stanno calando, sostengono i sindacati, in modoprecipitoso. E a proposito di lusso gli interventi degliesperti manifestano cautela, quando non proprio scetticismo,sulle potenzialita’ della scelta avviata da Fiat a Torino.

”Gli altri marchi tedeschi del lusso – sottolinea Landini- stanno facendo proprio quelle auto di fascia bassa che laFiat non fa piu”’. Il riferimento e’ ai grandi numeri dimodelli piu’ a buon mercato come la classe A della Mercedes.

La sfida alla Fiat e’ a tutto campo, perche’ le sue scelte”hanno sempre segnato la storia di questo paese”, compresoil contratto nazionale sparito non soltanto nella grandefabbrica di auto, ma, sostiene Landini – mettendo insiemetasselli apparentemente diversi -, bloccato nel pubblicoimpiego, nel commercio, nelle banche che lo hanno disdettatocon largo anticipo. Landini torna sul tasto dell’intervento pubblico,indispensabile per risollevare le sorti del settore: ”tuttele industrie dell’auto sono state salvate con i soldipubblici – dice – fare i liberisti qui, dire non voglio isoldi pubblici, o far finta come fa la politica che si possadifendere il sistema industriale senza dare soldi pubblicinon solo ci raccontano delle balle , ma ci stanno ancheprendendo per il c… perche’ quando si tratta di tagliare odi aumentare le tasse siamo noi che dobbiamo pagare ilconto”. La Fiom segna cosi’ il suo rientro nelle fabbriche Fiat.

Ora vuole misurarsi con nuove elezioni negli stabilimenti perdimostrare di essere piu’ forte di 3 anni fa: ”Ci siamo -spiega Landini – non grazie a una sentenza, ma perche’ ilavoratori ci seguono e ci votano”. eg/sat/

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