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Giovedì 24 ottobre 2013 - 19:43

Antitrust: Cancellieri, no a sanzione come mera punizione

(ASCA) – Roma, 24 ott – No ad una sanzione di ”merapunizione” e si’ invece a ”programmi di compliance” chevalgano quali circostanze attenuanti per le aziende. E’ insintesi il pensiero del ministro della giustizia AnnamariaCancellieri, a conclusione dei lavori del convegno ”Lesanzioni antitrust tra diritto amministrativo e dirittopenale” svoltosi oggi a Roma a Palazzo Venezia. Per il ministro ci si deve interrogare sul ruolo ”diun’autorita’ antitrust con sanzioni solo punitive”, la cuientita’ a volte ”potrebbe incidere sulla vita stessa delleaziende”, raccogliendo invece le indicazioni in materia chevengono dall’Europa e dall’ ”ordinamento sovranazionale cheha una feconda influenza sugli ordinamenti nazionali perche’ci scuote dalla pigrizia culturale”. ”E’ importante – ha aggiunto Cancellieri – utilizzareprogrammi di compliance per determinare circostanzeattenuanti”, con le aziende ”sottoposte a periodicheverifiche” dei programmi stessi, al fine di ”diffondere lacultura della concorrenza precondizione”. Sulla linea delministro il presidente dell’Autorita’ garante dellaconcorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, che haevidenziato come ”la sanzione serva a punire ma anche adiffondere una cultura favorevole alla concorrenza”. SecondoPitruzzella ”l’erogazione della sanzione e’ fondamentale”,resta pero’ il problema della sua ”prevedibilita’ da partedell’azienda e per questo apriremo una consultazione pubblicaper fissare linee guida per la determinazione dell’entita’della sanzione oltre ad aprire un momento di confronto conConfindustria sulla definizione di compliance legali ma subase volontaria” per le imprese.

Il programma di compliance e’ stato oggetto anchedell’intervento del direttore generale di Confindustria,Marcella Panucci, che ha evidenziato come ”le guideline” inmateria di concorrenza affermate nel decreto legislativo 231del 2001 hanno portato a ”forti investimenti sulle bestpractices ed i compliance” da parte delle aziende ”con unritorno pari praticamente a zero” perche’ ”le imprese nonsono state poi mai graziate”. Netto comunque il no a pratiche aziendali per laconcorrenza stabilite per legge, soprattutton per la naturadi pmi del sistema imprenditoriale italiano, mentre e’confermata l’apertura all’invito al confronto fatto dalgarante. Al convegno, che si e’ occupato del rapporto tra leposizioni europee, ”de facto” sempre piu’ versointerpretazioni penali della sanzione antitrust che invecesono in Italia di netta appartenenza della sferaamministrativa, ha partecipato tra gli altri anche l’exministro della giustizia, Paola Severino, Ordinario didiritto penale alla Luiss, che ha invitato alla ”cautela”nell’ipotizzare un passaggio dalla giustizia amministrativa aquella penale della normativa antitrust ”per disomogeneita’di temi”, ricordando pero’ come per gli aspetti penali sianogia’ in vigore le norme ”sulla corruzione privata” che hastabilito come ”il bene della concorrenza sia un benepubblico” impegnando in questi casi la magistratura”all’obbligatorieta’ dell’azione penale”. gbt

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