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Sabato 19 ottobre 2013 - 11:06

Media: Visco, ruolo fondamentale per diffusione conoscenza

(ASCA) – Bari, 19 ott – Il governatore della Banca d’ItaliaIgnazio Visco sottolinea il ruolo fondamentale dei medianella conoscenza. Nel suo intervento a bari, al Forum dellapiccola editoria, tutto incentrato sulla cultura e lanecessita’ di accrescere il livello di fromazione deigiovani, Visco ha detto che ”non va dimenticato il ruolofondamentale per la diffusione della conoscenza svolto daimedia. Gia’ nel 1964 Gianni Rodari annoverava televisori egiornali tra gli insegnanti della sua ”scuola grande come ilmondo”. La televisione e’ stata storicamente uno strumentopedagogico, oltre che di intrattenimento: si pensi – harilevato Visco – a trasmissioni come ‘Telescuola’ e ‘Non e’mai troppo tardi’, che negli anni Cinquanta e Sessanta hannosvolto un’importante funzione di alfabetizzazione,consentendo la prima il completamento del ciclo di istruzioneobbligatoria ai ragazzi residenti in localita’ prive discuole secondarie, offrendo la seconda la possibilita’ adadulti analfabeti di conseguire la licenza elementare”.

Oggi ”l’offerta editoriale e televisiva – ha proseguito -e’ ben piu’ ampia di allora, e integrata – se non talvoltaspiazzata – da quella proveniente da Internet, e certamentenon e’ difficile trovarvi contenuti educativi e stimolanti. Imedia sono pero’ talvolta anche il veicolo di modelli’stereotipati’ o ‘non virtuosi’, ad esempio suggerendo lapossibilita’ di raggiungere uno status sociale elevato usandoscorciatoie. Se soprattutto i piu’ giovani non maturano unaposizione critica rispetto a questi modelli puo’ divenirepiu’ difficile per loro elaborare un progetto di vita eprofessionale personale a cui informare le proprie scelte diistruzione”.

Nel nostro paese si assiste a un ‘paradosso’: alle carenzenella dotazione di capitale umano, si contrappone il bassolivello di domanda di lavoro qualificato – ha proseguito -espressa dal nostro sistema produttivo. Dal punto di vistadella teoria economica, a un basso livello di istruzionedovrebbe corrispondere, ceteris paribus, un rendimento dellastessa elevato, trattandosi di un fattore relativamentescarso. E’ questa una regolarita’ che si osserva per i paesiOCSE, quando si confronti il rapporto tra il reddito dalavoro dei laureati e quello dei diplomati tra 30 e 44 annicon la quota di popolazione in possesso della laurea. InItalia, invece, a un basso livello di istruzione si associauna bassa remunerazione”.

ram/mau

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