Header Top
Logo
Martedì 27 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Mafia: Coldiretti/Eurispes, business agroalimentare salito a 14 mld

colonna Sinistra
Sabato 19 ottobre 2013 - 13:17

Mafia: Coldiretti/Eurispes, business agroalimentare salito a 14 mld

(ASCA) – Roma, 19 ott – Il volume d’affari complessivodell’agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, conun aumento record del 12 per cento rispetto a due anni fa, innetta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paeseperche’ la criminalita’ organizzata trova terreno fertileproprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi. E’quanto emerge dal Rapporto ”Agromafie” sui criminiagroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti/Eurispes epresentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura edell’Alimentazione a Cernobbio. L’agricoltura e l’alimentare sono considerate areeprioritarie di investimento dalla malavita che ne comprendela strategicita’ in tempo di crisi perche’ del cibo, anche intempi di difficolta’, nessuno potra’ fare a meno, masoprattutto perche’ consente di infiltrarsi in modo capillarela societa’ civile e condizionare la via quotidiana dellapersone in termini economici e salutistici. E’ peculiarita’del moderno crimine organizzato estendere, con approccioimprenditoriale, il proprio controllo dell’economia invadendoi settori che si dimostrano strategici ed emergenti, come e’quello agroalimentare. In questa opera di infiltrazione le mafie stannoapprofittando della crisi per penetrare anchenell’imprenditoria legale. Per questo le mafie – sottolineanoColdiretti/Eurispes – hanno gia’ imposto il proprio controllosulla produzione e la distribuzione di generi alimentari deltutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori ladistribuzione e talvolta anche la produzione del latte, dellacarne, della mozzarella, del caffe’, dello zucchero,dell’acqua minerale, della farina, del pane clandestino, delburro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima edimmediata disponibilita’ di capitale e sulla possibilita’ dicondizionare parte degli organi preposti alle autorizzazionied ai controlli, si muovono con maggiore facilita’ rispettoall’imprenditoria legale. Con i classici strumenti dell’estorsione edell’intimidazione impongono la vendita di determinate marchee determinati prodotti agli esercizi commerciali, che avolte, approfittando della crisi economica, arrivano arilevare direttamente. Alcune stime – precisanoColdiretti/Eurispes – valutano almeno 5.000 locali diristorazione in Italia in mano alla criminalita’ organizzata(bar, ristoranti, pizzerie), nella maggioranza dei casiintestati a prestanome. Questi esercizi non garantiscono soloprofitti diretti, ma vengono utilizzati anche come coperturaper riciclare denaro sporco. In alcuni casi agenti dei clanrappresentano specifici marchi alimentari, che impongono intutta la loro zona di influenza.

Per raggiungere l’obiettivo i clan ricorrono a tutte letipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo,furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato,macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture,contraffazione e agropirateria, abusivismo edilizio,saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe aidanni dell’Unione europea. A tutte le pressioni e minacce, esercitate in particolarenei confronti degli agricoltori del Mezzogiorno, siaggiungono i nuovi sistemi di condizionamento mafioso perimporre dazi illegali ed assorbire grosse fette del settore.

Secondo la Direzione Investigativa di Roma ben il 15 percento del fatturato realizzato dalle attivita’ agricoleappartiene all’illecito, pari al 15 per cento mentrel’Osservatorio Flai Cgil contro le agromafie e il caporalatodenuncia come su 1.558 aziende confiscate alle mafie oltre 90siano attive in ambito agricolo; dei 10.563 beni confiscati,ben 2.500 sono terreni con destinazione agricola. Le organizzazioni mafiose sono consapevoli che, pur nontrattandosi del settore che garantisce i guadagni piu’consistenti e nel piu’ breve tempo, il cibo costituisce lanecessita’ primaria, di cui nessuno potra’ mai fare a meno.

Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hannoinoltre la possibilita’ di affermare il proprio controllo sulterritorio. Non solo si appropriano di vasti compartidell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano,distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale esoffocando l’imprenditoria onesta, ma – concludonoColdiretti/Eurispes – compromettono in modo gravissimo laqualita’ e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indirettodi minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani edil valore del marchio Made in Italy.

com-rba/mau

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su