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Venerdì 18 ottobre 2013 - 17:14

Legge stabilita’: martedi’ approda in Senato tra mille fibrillazioni

(ASCA) – Roma, 18 ott – Aumenta la piena delle critiche edelle richieste per la legge di stabilita’ del governoLetta.

Questa mattina e’ stata la volta dell’associazione deiGiovani Imprenditori, il cui presidente, Jacopo Morelli,denuncia anch’egli, dopo la casa madre Confindustria,sindacati e partiti, l’insufficienza del taglio delle tasseper lavoratori e imprese e accusa l’esecutivo di essere sordoai problemi del Paese. Dal meeting di Napoli i giovaniconfindustriali chiedono altre soluzioni per la crescitarispetto a quelle adottate con la manovra e Morelli ricordache le rendite, in Italia, continuano a essere piu’ tutelatee meno tassate, che la politica fiscale persevera nelfavorire la rendita’ anziche’ il lavoro. Nel primo pomeriggio ecco arrivare il comunicato congiuntodi Abi, Confindustria, Alleanze delle cooperative, Ania eReteImprese Italia: nella legge di stabilita’ ”manca unarapida e decisa azione di tagli alla spesa pubblica” e leindicazioni di ammodernamento dello Stato; e’ insufficientela riduzione del cuneo fiscale e del costo del lavoro in mododa determinare competitivita’ per le imprese ed effetti sulreddito disponibile dei lavoratori, come sono insufficientile misure per favorire l’accesso al credito. Diventa quindi sempre piu’ forte la voce di coloro chechiedono di modificare la legge di stabilita’ a un Governoaccusato di scarso coraggio. La disponibilita’ a modifiche insede parlamentare e’ stata espressa dal presidente delConsiglio, Enrico Letta, gia’ dalla sera del varo dellamanovra e poi ribadita piu’ e piu’ volte.

Disponibilita’ che non pare serva a gettare acqua sul fuocodei partiti della maggioranza, ai quali la manovra e’ servitaper fare esplodere, o riesplodere, i conflitti interni inatto da tempo. La fuoriuscita di Monti da Scelta Civica, le minacciatedimissioni del viceministro all’Economia, il democraticoStefano Fassina (il quale sostiene di essere statosufficientemente coinvolto nelle decisioni prese da ministeroe dal governo nella stesura del testo della manovra), laspaccatura interna al Pd, quella interna al Pdl con le nuovetentazioni di crisi: tutti hanno come formale comunedenominatore la legge di stabilita’.

Dalle numerose ‘fibrillazioni’ ha origine una dellerichieste ribadite con il documento di banchieri,imprenditori e artigiani: ”persistiamo nella convinzione chela stabilita’ sia la prima condizione di ripresa”. Senzatralasciare che nel mare delle ‘spaccature’ le singole partisociali stanno perdendo i consueti punti di riferimentopolitici, in parlamento, attraverso i quali fare sentireognuno il proprio peso e la propria voce. Da martedi’ prossimo l’attenzione si spostera’ sul Senato,dove la legge di stabilita’ iniziera’ il suo iterparlamentare. Se il governo difficilmente potra’ rimanerecompletamente sordo alle richieste in materia di lavoro(richieste che vedono per una volta convergere interessi diimprenditori e sindacati), dovra’ nello stesso tempocombattere con i saldi da mantenere invariati, con le risorsea disposizione che continuano a essere definite scarse, e conchi, come il Pdl, trova inaccettabile la service taxsostenendo che si tratti di una riedizione dell’Imu. Ilnumero delle fiducie poste dal governo Letta suiprovvedimenti varati e’ esiguo rispetto al passato, il Senatosi sta quindi attrezzando per possibili modifiche anche inAula, ma non e’ escluso che un eventuale stallo politicofaccia rischiare all’esecutivo di dovere ricorrere allarichiesta del voto di fiducia e al solito maxi-emendamento. sgr/rf/ss

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