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Venerdì 18 ottobre 2013 - 13:09

Corte Conti: varo nei termini bilanci EE.LL o finanza pubblica a rischio

(ASCA) – Roma, 18 ott – Inaugurando una fase di piu’ intensodialogo istituzionale con le amministrazioni territoriali econ i Ministeri di riferimento, in data 14 ottobre 2013, laCorte dei conti (Sezione delle autonomie) ha esaminato, inpresenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delMinistero dell’Interno e delle associazioni rappresentativedi Province (UPI) e Comuni (ANCI) – le problematiche connesseallo slittamento al 30 novembre prossimo del termine perl’approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio2013. Il bilancio di previsione, ai sensi dell’art. 151 del TUEL(d.lgs. n. 267/2000), dovrebbe essere deliberato entro il 31dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento. Taletermine e’ stato sistematicamente differito – con ritardosempre maggiore – negli ultimi anni. Il reiterato spostamentodei termini per l’approvazione del bilancio di previsioneinficia il principio della programmazione di bilancio efrustra le possibilita’ di attuare manovre incisive dicorrezione, con riflessi sul rispetto dei vincoli di finanzapubblica. D’altra parte il rinvio non garantisce l’esigenza dipreservare gli equilibri di bilancio; il differimento deltermine non impedirebbe, comunque, agli enti locali diapprovare un ”bilancio provvisorio”, da incentrare suiprincipi contabili della prudenza, dell’attendibilita’ edella coerenza. Alla proroga del termine puo’ conseguire ilritardo nella determinazione delle aliquote di tributi localie delle tariffe e cio’ puo’ creare problemi ai cittadini edalle imprese. Il rinvio nell’approvazione degli attiimpositivi, oltre a provocare possibili accavallamenti discadenze, con conseguenti aggravi finanziari per i cittadini,determina anche notevoli ritardi nella riscossione delleentrate di competenza e rende ancora piu’ onerosa la gestionedelle spese, sotto il profilo dell’osservanza dei termini dipagamento dei debiti stabiliti dalla legislazionecomunitaria. Pur nel contesto dell’esercizio provvisorio e’assolutamente necessario procedere alla sostanzialesalvaguardia degli equilibri di bilancio in corso d’anno, inossequio all’immanente principio del pareggio finanziario. Una gestione protratta dell’esercizio provvisorio – se nonaccompagnata da comportamenti ispirati al principio diprudenza – puo’ produrre disavanzi di gestione, ostacolarel’emersione di debiti fuori bilancio e facilitare laformazione di ulteriori oneri latenti. Il negativo impatto di un prolungato esercizio provvisoriosugli equilibri dei conti degli enti locali rischia diriverberarsi sull’intera finanza pubblica e di incideresull’osservanza, da parte del nostro Paese, dei vincolieconomici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unioneeuropea. In tale contesto la Sezione delle autonomie ha fornitoindicazioni agli organi di revisione degli enti locali sulleverifiche da effettuare, durante l’esercizio provvisorio, conriferimento a profili di particolare criticita’ e rilevanza,che finiscono per riguardare anche la sana gestionefinanziaria degli enti. La Sezione ha segnalato, infine,l’esigenza che le competenti amministrazioni centrali(Ministero dell’Economia e delle Finanze; Ministerodell’Interno) adottino ogni utile iniziativa per evitare ilripetersi di un patologico prolungamento dell’esercizioprovvisorio che, di fatto, vanifica il ruolo stesso delbilancio preventivo ed espone gli enti locali al rischio dinegativi esiti gestionali.

red/rf

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