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Venerdì 18 ottobre 2013 - 16:07

Cantieristica: Uilm, partire da piano efficientamento Marina Militare

(ASCA) – Roma, 18 ott – ”E’ necessario un impegno serio daparte del Governo, coerente anche con quanto finora e’ emersonella legge di Stabilita’, a partire dal piano diefficientamento presentato dalla Marina Militare Italiana”.

Lo ha detto Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, nelcorso della Tavola rotonda su ”Pil: economia del mare eindustria,sinergie e sistemi” tenuta oggi al GranHotelSavoia a Genova, a cui partecipano, tra gli altri, il Capo distato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe DeGiorgi e la Sottosegretaria di Stato alla Difesa RobertaPinotti. ”Occorre – ha continuato Ghini – salvaguardare il ruolodella Marina e consolidare e rafforzare tutta l’industriadella difesa nazionale. L’obiettivo di rinnovare una obsoletaflotta navale italiana, consentirebbe di concentrareinvestimenti nei settori a fortissimo ritorno occupazionale,di garantire allo Stato un sufficiente ritorno finanziariodell’investimento, di rilanciare, in tale logica, gliinvestimenti alla ricerca ed alla innovazione. Potrebbesoprattutto garantire, per i lavoratori dell’industria delladifesa ed in particolare per il settore navale, unaprospettiva certa di uscita dalla spirale della cassaintegrazione e di ritorno ad una piena e duraturaoccupazione”. ”Riteniamo – ha aggiunto il sindacalista – che il valoredella cantieristica nel sistema della Difesa italiana,significhi, incentivare anche altre aree di ricerca e delsettore stesso; infatti, gli investimenti nella cantieristicamilitare, coprono per circa il 50% con componenti comel’elettronica, i sistemi di difesa, il sistema missilistico,l’elicotteristica. L’importanza di questa opzione e’sottolineata dal fatto che queste risorse una voltaimpegnate, per circa il 90% resterebbero in Italia, senzaandare a favorire investimenti esteri che peggiorerebbero lanostra bilancia commerciale. Non e’ secondario l’importanteritorno finanziario dovuto al maggior gettito fiscale direttoe indiretto, a cui va aggiunto il cospicuo risparmio deicosti degli ammortizzatori sociali”. Per il sindacalista della Uilm uscire dalla crisi nellacantieristica si puo’: ”E’ il settore industriale con ilpiu’ alto moltiplicatore occupazionale – ha affermato – chelo porta ad essere il primo col piu’ alto grado diassorbimento di manodopera. Investire nella cantieristicamilitare, significa sostenere anche l’esistenza dellacantieristica civile, considerato l’inscindibile valoresinergico dei due settori industriali. L’uscita dalla crisi,il rilancio del manifatturiero, la tenuta sociale passanoattraverso la capacita’ di orientare le scelte di politicaindustriale in direzione del progresso tecnologico, dellosviluppo e della crescita della base occupazionale, anchevalorizzando gli investimenti nell’ambito della sicurezzanazionale”.

red/glr

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