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Giovedì 17 ottobre 2013 - 14:10

Energia: gasdotto Tap primo tassello del corridoio sud europeo (SCHEDA)

(ASCA) – Roma, 18 set – Il progetto del gasdotto TransAdriatic Pipeline e’ il primo tassello concretodell’iniziativa europea lanciata nel 2008 per la creazionedel ”Corridoio Sud” del gas, ovvero di un canale diapprovvigionamento del metano verso l’Europa che diversifichile forniture rispetto a quelle tradizionali in arrivo da NordAfrica e soprattutto dalla Russia.

Si tratta di un metanodotto di poco meno di 900 chilometriper l’importazione del gas dalla regione del Mar Caspio cheparte dalla cittadina greca di Kipoi, al confine con laTurchia, attraversa tutta la Grecia e l’Albania e, dopo iltratto offshore in Adriatico, termina in Italia nei pressidi Melendugno, in provincia di Lecce. Il TAP e’ per ora l’unica infrastruttura del Corridoio Sudad aver avuto uno sviluppo concreto grazie al fatto di essereriuscita ad accaparrarsi un accordo chiuso per la fornituradi gas dall’Azerbaijan con il consorzio che controlla leimmense riserve del giacimento di Shah Deniz II. Gli altri dueprogetti identificati cinque anni fa dall’Ue sono infattiancora sulla carta e con ogni probabilita’ ci resteranno. Si tratta dell’ITGI (Interconnector Turkey-Greece-Italy),il proseguimento del gasdotto Turchia-Grecia verso l’Italia el’ambizioso progetto Nabucco, un gasdotto di quasi 4.000chilometri che sarebbe dovuto partire dalla Turchia perarrivare fino all’hub di Baumgarten in Austria. Quest’ultimoprogetto era stato pensato da Bruxelles per contrastarel’espansione della capacita’ di esportazione di Gazprom versol’Europa con i due gasdotti North Stream (verso la Germania)e South Stream (verso Italia e Austria).

Un duro colpo al progetto e’ arrivato quando il consorzioShah Deniz, lo scorso giugno, ha selezionato definitivamenteil progetto TAP per portare il suo gas in Europa, tanto dafar dire a Gerhard Roiss, ceo dell’austriaca OMV azionistadi Nabucco, che il maxiprogetto europeo e’ ”finito”.

A brindare sono stati invece gli azionisti di TAP che oggisono la britannica BP (20%), la turca SOCAR (20%), lanorvegese Statoil (20%), la belga Fluxys (16%), la franceseTotal (10%), la tedesca E.ON (9%) e la svizzera Axpo (5%).

Il consorzio ha accelerato quindi le procedureautorizzative per la realizzazione dell’opera. A luglio e’arrivata l’esenzione dalle regole di accesso a terzi da partedelle autorita’ di Grecia, Albania e Italia. Poi e’ statapresentata la documentazione per le procedure di Valutazionedi Impatto Ambientale in Grecia e Italia mentre venivanoattivate le procedure per l’acquisizione dei diritti dipassaggio sui terreni lungo il percorso del gasdotto.

La conclusione del processo autorizzativo e’ previstaentro il 2014, l’inizio del lavori nel 2015. Il primo gasdovrebbe iniziare ad arrivare nel 2018. La capacita’ inizialedel gasdotto sara’ di 10 miliardi di metri cubi l’anno (paria circa il 12% dei consumi italiani). E’ gia’ prevista lapossibilita’ di portare la capacita’ fino a 20 miliardi dimetri cubi con la costruzione di due nuove stazioni dicompressione.

Le opere che interessano il territorio italiano sono untratto offshore di 45 chilometri sotto l’Adriatico, un tunneldi approdo di 1,5 chimometri ed un tratto interrato di circa9 chilometri oltre alle infrastrutture di ricezione del gasche confluira’ nella rete nazionale di Snam.

Nei quattro anni della fase di costruzione in Puglia, ilconsorzio TAP prevede di impiegare direttamente 150 personeoltre ad altri 640 lavoratori delle societa’ appaltatrici. Aregime il gasdotto dara’ lavoro a 32 dipendenti diretti e a150 lavoratori dell’indotto.

Ma l’importanza dell’infrastrutture per l’Italia va benoltre i benefici occupazionali. Con il rigassificatoreoffshore OLT di Livorno (da 3,75 miliardi di metri cubil’anno) e quello Adriatic LNG di Rovigo (da 8 mld mc l’anno),il TAP aumentera’ in modo significativo la diversificazionedelle fonti di approvvigionamento di gas in Italia.

fgl/

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