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Sabato 12 ottobre 2013 - 11:21

Media: siamo piu’ asini dei nostri partner

(ASCA) – Roma, 11 ott – L’Italia dietro la lavagna con intesta il cappello dell’asino: la notizia e’ ‘sbattuta inprima pagina’, da molti media d’ogni sorta. La fonte e’ unostudio dell’Ocse e dell’Ue, secondo cui un italiano adulto suquattro non possiede le competenze alfabetiche e digitali dibase e quasi uno su tre ha esigue conoscenze matematiche. E’quanto pubblica Media Duemila in corso di distribuzione.

La prima indagine internazionale sulla competenza degliadulti, condotta sulle persone tra i 16 e i 65 anni in 17Stati dell’Unione e in altri sette Paesi non europei, e’impietosa con l’Italia. Non che ci sia da stupirsi, che’ infondo lo sapevamo gia’ che la nostra scuola ha le sue pecche;e neppure che ci sia da generalizzare, non siamo tuttiasini.

Ma, pur con tutti i distinguo, i dati sono e restanosconfortanti.

Qui da noi, il 28% degli intervistati non ha adeguatecompetenze alfabetiche, cioe’ sa a stento, e forse neppure,leggere e scrivere. Il 32% non possiede quelle matematiche,ma forse bisognerebbe dire aritmetiche. E circa il 25% non sautilizzare un computer. In tutti questi campi, l’Italia e’all’ultimo posto, spesso seguita dalla Spagna. A volerecercare un qualche dato positivo, c’e’ chi rileva che ildivario gia’ riscontrato in passato con altri Paesi europeisi sarebbe ridotto.

Le competenze analizzate sono espresse in punteggi da 0 a500. Nelle alfabetiche, la media italiana e’ 250, contro lacomplessiva di 273. Nelle matematiche, la media italiana e’247 rispetto a 269.

Il divario Nord-Sud italiano e’ stabile per tutti i livellidi istruzione considerati ed e’ piu’ ampio per i livelli diistruzione universitaria. C’e’, invece, una significativariduzione del divario maschi – femmine, con un recupero dicompetenze, specie alfabetiche, da parte delle donne.

E il gap di competenze con gli altri paesi aumenta per ilivelli d’istruzione piu’ avanzati. Preoccupa, in questocontesto, il fatto che la partecipazione ad attivita’ diapprendimento formale ed informale per adulti in Italia siala piu’ bassa tra i paesi sondati: il 24% a fronte di unamedia del 52%.

In Italia, la differenza tra chi ha genitori con titoli distudio elevati e chi invece proviene da famiglie che nonhanno conseguito diplomi universitari o di scuola secondariae’ piu’ forte rispetto agli altri Paesi.

E i disoccupati hanno mediamente meno competenze di chilavora (e questo ci accomuna ai partner).

Le differenze tra Stato e Stato sono enormi e i divarigenerazionali notevoli. L’Italia, con Spagna, Francia, Belgioe Finlandia, e’ il paese in cui c’e’ piu’ differenza tra lecompetenze delle fascie 25-34 anni e 55-65, a favore dei piu’giovani. Ultima stilettata: le competenze alfabetiche degliitaliani diplomati (insieme, stavolta, a spagnoli, irlandesie britannici) sono inferiori a quelle dei cittadini nondiplomati di molti altri Paesi.

Se noi siamo gli ultimi della classe, chi sono i ‘secchioni’di turno? I punteggi migliori sono stati fatti registrare dalGiappone, dalla Finlandia e, per le competenze digitali, daOlanda, Norvegia e Svezia. http://www.mediaduemila.it/?p=14714> m2/ram

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