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Martedì 8 ottobre 2013 - 10:39

Consumi: Confcommercio, ancora fermi ad agosto ma recupera clima fiducia

(ASCA) – Roma, 8 ott – Consumi ancora fermi in Italia.

L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, adagosto, una diminuzione del 2,4% in termini tendenziali e unavariazione nulla rispetto a luglio. In termini di mediamobile a tre mesi l’indicatore, corretto dai fattoristagionali, segnala una stabilizzazione, tendenza cheprosegue ormai da alcuni mesi. Questo fenomeno – siega laconfederazione -, seppur inserito in un contesto che ha vistoconsolidarsi, nei mesi estivi, i segnali di attenuazionedella crisi e un miglioramento del quadro congiunturalelimitato, per ora, principalmente al sentiment di famiglie eimprese, non lascia intravedere alcun recupero della domandainterna, ne’ segnali di crescita dei livelli occupazionali odel reddito disponibile. Se confermati, i primi segnali di contenuta ripresadell’attivita’ produttiva – stando alle stime preliminari diConfindustria la produzione industriale e’ aumentata sia adagosto (+0,6%), che a settembre (+0,2), cosi’ come gli ordini(+0,1%, +0,7%) – potrebbero cominciare a produrre debolieffetti concreti solo tra la fine del 2013 e l’inizio del2014. Il miglioramento atteso e’ comunque di modesta entita’, inconsiderazione dell’assenza di misure incisive volte alladiminuzione del carico fiscale sulle famiglie e sulleimprese. Anzi vi e’ il rischio, come avvenuto recentementecon l’IVA, che la necessita’ di consolidamento dei contipubblici passi ancora una volta attraverso interventi diaumento delle entrate con misure che potrebbero comprimere legia’ modeste aspettative di crescita del 2014. E’ illusorioattendersi da eventuali cambiamenti della composizione delcarico fiscale significativi impulsi alla crescitaeconomica.

Il mancato consolidamento delle prospettive dimiglioramento nei mesi finali del 2013 produrrebbe perConfcommercio un peggioramento delle gia’ critiche condizionidel mercato del lavoro. Ad agosto si e’ registrata, intermini congiunturali, una sostanziale stabilita’dell’occupazione (diminuita di 1.000 unita’ rispetto aluglio). Nei confronti dell’analogo mese del 2012 laflessione e’ stata di 347mila unita’. Negli ultimi mesi, purin un quadro molto difficile, anche il mercato del lavoro hainiziato a mostrare segnali di stabilizzazione dei livellioccupazionali. Tra maggio ed agosto il numero di personeoccupate si e’ ridotto di 14 mila unita’ a fronte dellaflessione di 119 mila unita’ rilevata tra febbraio e maggio.

L’attenuarsi della tendenza al peggioramento hacontribuito in parte a stimolare una ricerca piu’ attiva dioccupazione da parte di segmenti della popolazione che sierano collocati al di fuori del mercato. Nell’ultimo mese gliinattivi si sono ridotti di 42mila unita’, con un analogoaumento dei disoccupati, la cui numerosita’ ha raggiunto illivello piu’ alto dal 1977 (oltre 3,1 milioni di persone)arrivando a rappresentare il 12,2% della forza lavoro. Ancorapiu’ drammatiche appaiono le cifre relative alladisoccupazione giovanile in quanto oltre il 40% dei giovanitra i 15 ed i 24 anni che si collocano sul mercato nontrovano un’occupazione.

Le problematicita’ ancora presenti nel sistema economico ele difficolta’ del mercato del lavoro si leggono anche neidati relativi alla CIG di agosto. Rispetto all’analogo mesedel 2012 le ore autorizzate sono aumentate del 12,4%, con unsensibile incremento (+27,2%) della CIG in deroga.

La dinamica tendenziale dell’ICC di agosto riflette unadiminuzione dello 0,7% della domanda relativa ai servizi edel 3,5% della spesa per i beni. Ad agosto 2013 valori positivi, rispetto all’analogo mesedello scorso anno, si rilevano solo per i beni e serviziricreativi (+0,5%) e per i beni e servizi per lecomunicazioni (+1,0%). A livello di singole macro-funzioni dispesa la riduzione piu’ significativa si e’ registrata pergli alimentari le bevande ed i tabacchi (-4,8%), andamento sucui ha pesato la dinamica fortemente negativa dei tabacchi.

Per i beni e servizi per la mobilita’, voce che da quasi unbiennio mostra un continuo ridimensionamento, il calo intermini tendenziali e’ stato del 4,6%. All’interno di questoaggregato continua, sia pure a ritmi meno sostenuti rispettoal passato, il calo della domanda per i mezzi di trasporto daparte di privati.

red/glr

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