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Venerdì 4 ottobre 2013 - 18:30

Legge stabilita’: da richieste partiti rischio sforamento deficit 2014

(ASCA) – Roma, 4 ott – Le richieste dei partiti al Mef, nellafase di elaborazione della Legge di stabilita’, presentano ilrischio di sforamento, nel 2014, della soglia del 3% deldeficit sul Pil, imposta dagli impegni europei, conconseguente procedura di infrazione nei confronti dell’Italiada parte della Commissione Ue. Secondo quanto si apprende,tali richieste farebbero lievitare il valore degli interventidi bilancio oltre la cifra dei 10 miliardi di euro. Ilministero del Tesoro ha ancora dieci giorni di tempo per farele dovute scelte, reperire le risorse e mettere a punto lalegge di Stabilita’ da presentare a Bruxelles. Legge di stabilita’ che potrebbe inoltre comprendere ildecreto del Fare 2, al quale il Ministero dello SviluppoEconomico sta lavorando da tempo, ma che, nonostante gliannunci di imminente approvazione, non e’ stato ancoravarato. Gli interventi corrisponderebbero a quelli elencatinelle bozze del provvedimento diffusesi nei giorni scorsi:dalla riduzione dei costi dell’energia elettrica allegaranzie sui finanziamenti alle imprese, dallecartolarizzazioni alla dilazione dei pagamenti al fisco inpresenza di crediti verso la Pubblica aministrazione, fino alcredito d’imposta per la ricerca. Anche il Ministero del Lavoro starebbe mettendo a punto unpacchetto di norme da inserire nella Legge di stabilita’, cheandrebbero a modificare la riforma Fornero. Viene inoltre confermata come attendibile la cifra di 5miliardi da reperire entro l’anno, come affermato ieri dalvice-ministro dell’Economia, Stefano Fassina, e la cifraservirebbe per portare dal 3,1% al 3% il deficit (1,6miliardi), coprire il rifinanziamento delle missioniall’estero approvato oggi dal Consiglio dei ministri (circa260 milioni), l’abolizione della seconda rata dell’Imu (2,6miliardi), a fornire risorse per Cig in deroga (500 mld),immigrati e social card. Anche in questo caso sara’ pero’necessario da parte del governo stabilire le priorita’.

Motivo per il quale si torna a parlare di una mancatacancellazione della seconda rata dell’Imu, anche se, fontiaccreditate, prospettano solamente un ampliamento dellecategorie soggette al pagamento dell’imposta sulla prima casae l’inclusione dei terreni agricoli. Sul fronte Iva, viene confermata l’impossibilita’ di unpasso indietro rispetto all’aumento scattato l’1 ottobre, dal21 al 22%, e la volonta’ del governo di procedere con unariformulazione delle aliquote per il 2014, che pero’ nonavrebbe ancora preso corpo. sgr/vlm

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