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Mercoledì 2 ottobre 2013 - 18:12

Intesa-Sanpaolo: da indagine su risparmio segnali di ripresa

(ASCA) – Torino, 2 ott – Timidi segnali, ma confortanti.

L’indagine sul risparmio di Intesa-Sanpaolo presentata oggi aTorino e giunta alla sua ventinovesima edizione, indica unclima di maggior fiducia rispetto allo scorso anno. La crisicontinua a lasciare cicatrici vistose nell’economia dellefamiglie, e al loro interno una piu’ ampia vulnerabilita’ trale donne, ma rispetto al 2012, quando prevaleva abbattimentoe delusione, nel 2013 si scorgono segni di reazione, nellaricerca del lavoro come nella previdenza complementare.

Si ha timore a pronunciare la parola ripresa, ma il chiefeconomist di Intesa Sanpaolo, Gregorio de Felice conferma conle sue previsioni un 2014 positivo (+0,5%) per effetto delciclo piu’ favorevole dei nostri maggiori mercati di sbocco(Usa, Germania e Francia), della ripresa dei pagamenti dellapubblica amministrazione (27 miliardi quest’anno, 20 ilprossimo con un effetto di spinta sul pil dello 0,5-0,7%),con un impatto limitato della politica fiscale che hapraticamente esaurito i suoi effetti di riduzione del redditoquest’anno e una previsione di incidenza modesta dell’aumentoIva (-0,2 punti sul Pil +0,1% sull’inflazione).

”Potremmo avere toccato il fondo – dice sottolineando ilcondizionale – il 2013 potrebbe essere l’anno dellasvolta”.

L’indagine registra tuttavia ancora un’ampia fascia disofferenza: solo il 39% delle famiglie ha risparmiato unaparte del reddito, valutata nell’11% delle entrate. L’Italianon e’ piu’ il paese formica degli anni passati, in testaalle classifiche sul risparmio: oggi secondo l’Ocse e’ alquarto posto. Tuttavia, sottolineano i curatori dellaricerca, Giuseppe Russo e Giuseppina De Santis per il focusdedicato alle donne, la quota di chi e’ deluso o scoraggiatodalla mancanza di risparmio cala al 28%. L’area dellasofferenza insomma, calcolata su sette segmenti omogenei delcampione, si concentrerebbe tra le famiglie piu’ numerose, abassa scolarita’ con almeno due o tre persone dipendenti daun unico reddito.

Accanto a questi si segnala un 11% di risparmiatori definiti”Eroi”, famiglie medie che risparmiano soprattutto per ifigli, pur in presenza di forti difficolta’ oggettive. L’areadi chi non risparmia sottolineano i ricercatori, si e’stabilizzata. Era il 61,3% nel 2012, e’ ora il 61,1%. Unprimo indicatore non negativo. Un secondo viene dall’avvio diazioni per la previdenza integrativa, che coinvolge quasi unafamiglia su cinque ed e’ in aumento rispetto al 2012. Crescela fiducia nel risparmio gestito, e cresce piu’ dellaperformance ottenuta dai fondi a testimoniare unapprezzamento al sistema in termini di sicurezza piu’ ancorache in termini di rendimento. Si comprano meno alloggi, mal’immobile resta l’investimento piu’ gradito, anche se calail peso della prima casa. Cala l’euroscetticismo mentre leistituzioni europee vengono considerate un presidio per ilrisparmio.

Infine il focus sulle donne: si evidenzia una maggioreesposizione alla crisi. Per la meta’ di loro (8 punti piu’degli uomini) il reddito e’ insufficiente o appenasufficiente, il 15,3% non riesce a prevedere il reddito almomento della pensione e solo il 18,3% si aspetta unapensione superiore ai mille euro. Una donna su tre non haraggiunto l’indipendenza economica, e tra queste un terzo nonce l’ha fatta per mancanza di lavoro o perche’ ha un impiegooccasionale o parziale. Ma arriva proprio dall’universofemminile il maggior segno di reazione: una su otto considerainfatti la crisi come occasione per rimettersi in gioco. ”Ilrisparmio e’ un elemento fondamentale della liberta’ – hadichiarato il presidente del consiglio di gestione di IntesaSanpaolo, Gian Maria Gros Pietro – perche’ consente diseparare il momento il momento della produzione del redditodal momento del consumo. Come banche dobbiamo recuperare lareputazione messa in discussione dalla grandissima crisi del2008. Siamo in rapporto con 11 milioni di famiglie e ilnostro primo dovere e’ quello di garantire l’integrita’ deiloro risparmi, ma subito dopo viene un dovere di assistenzadi questi risparmiatori in un’operazione di innalzamento delcontenuto professionale dei nostri collaboratori”.

”Dobbiamo uscire dalla crisi – ha aggiunto – non solo perfar ripartire questo strumento di liberta’ che e’ ilrisparmio, ma anche per ridare nuovi orizzonti agli italianie soprattutto ai giovani”.

In questo quadro, ha concluso, Intesa Sanpaolo non intendesoltanto essere consulente per i risparmiatori ”ma sempre dipiu’ la banca che sostiene le attivita’ produttive per lacrescita”.

eg/sam/ss

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