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Mercoledì 2 ottobre 2013 - 18:23

Bce: Draghi, ripresa fragile. Pronti a fornire nuova liquidita’

(ASCA) – Roma, 2 ott – Nessuna sorpresa dalla odierna riunione della Bce, tassi di interesse fermi allo 0,50%, il minimo storico e scenario macro confermato: ”bassa inflazione e ripresa debole, fragile e disomogenea”, parole con cui il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ribadito l’impostazione ”accomodante ” della politica monetaria. E se, necessario, saranno utilizzati tutti gli strumenti disponibili, ”nessuna opzione e’ esclusa”. Dunque i tassi di interesse resteranno ”bassi o ancora piu’ bassi” per lungo tempo, tanto che nella riunione del Consiglio dei Governatori si e’ di nuovo parlato di taglio del costo del denaro. Una discussione su cui Draghi ha dato una interpretazione non meccanica, dunque un riduzine dei tassi, seppur discussa, non appare dietro l’angolo. Non a caso l’euro e’ salito a 1,36 sul dollaro, il top degli 8 mesi. Il numero uno dell’Eurotower ha invece lasciato aperta la porta a una nuova tornata di Ltro, i prestiti della Bce a lungo termine fino a tre anni, puntualizzando pero’ che ”la liquidita’ non puo’ considerata come sostitutiva delle necessita’ di patrimonializzazione delle banche”. Una precisazione che lascia immaginare un nuovo Ltro, che molti vedono probabile nel 2014 dopo lo svolgimento da parte della Bce dei test sulla qualita’ degli attivi delle banche, ma con caratteristiche forse diverse. La Bce e’ disposta a fornire liquidita’ illimitata alle banche, per evitare ‘incidenti sulla liquidita”’, ma cio’ non deve rappresentare una scappatoia per ritardare la ristrutturazione degli istituti di credito che dovessero presentare un deficit patrimoniale. Poi qualche spunto legato all’attualita’. ”In termini generali se si guarda all’instabilita’ politica attraversata da Grecia e Portogallo e, oggi, a quella dell’Italia, si capisce che l’instabilita’ mina le speranze di ripresa economica di questi Paesi ma non mette in pericolo le fondamenta dell’Eurozona come accadeva pochi anni fa”, ha detto Draghi. Per il numero uno dell’Eurotower, l’Eurozona e’ piu’ resistente, ”per tre ragioni, quali i progressi dei governi sulle politiche di bilancio pubblico e, fino a un certo punto, e sulle riforme strutturali, l’Omt della Bce e i progressi fatti nella governance europea”. Per i paesi con situazioni politiche instabili, quali l’Italia, ”il messaggio dei mercati e’ chiaro: stabilita’ e riforme, le pressioni maggiori debbano venire dall’interno dei paesi, le riforme le devono fare per il loro bene”, e’ stata la chiosa finale. men/sam/

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