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Sabato 28 settembre 2013 - 17:06

Crisi: Confesercenti, deserto di negozi e bar. Sbagliato liberalizzare

(ASCA) – Roma, 28 set – Continua il processo didesertificazione urbana, che sta portando alla rapidascomparsa dei negozi di vicinato del dettaglio alimentare dainostri centri urbani. Parallelamente soffre anche il turismo,con Roma capitale delle chiusure. Lo attestano i datidell’Osservatorio Confesercenti che chiede un”ripensamento” delle liberalizzazioni degli orari deinegozi recentemente introdotte. L’analisi prende in esame i comuni capoluogo di regione:la media di esercizi ogni mille abitanti e’ scesa sottol’unita’ quasi ovunque, con l’eccezione di Napoli, dove siregistrano quasi 2 negozi di vicinato alimentari ogni 1000abitanti e Cagliari, Bari, Firenze, Genova, Palermo eVenezia, con poco piu’ di un negozio ogni mille persone. Maglia nera a Trento e a Bolzano. In quest’ultimo centro,in particolare, rimangono solo 5 negozi di vicinato di carnie 9 di ortofrutta.

Un fenomeno, questo, che il segretario generale diConfesercenti, Mauro Bussoni, attribuisce anche a ”uneccesso di liberalizzazioni che sta cambiando radicalmente ilvolto delle citta’, trasformando le vie dello shopping tristirassegne di saracinesche abbassate e di negozi in affitto.

Oltre a questo – prosegue – la liberalizzazione degli oraridi apertura non ha nemmeno sortito gli effetti previsti dallegislatore: non ha infatti aumentato i consumi che nel 2012,primo anno di applicazione del nuovo regime, sono crollatidel 4,3%, cui si aggiungera’ un’ulteriore flessione del 2%nel 2013. Inoltre, l’intervento non ha – come pure era statosostenuto – adeguato l’Italia alle normative europee: secondole nostre rilevazioni, infatti, nessuno dei piu’ importantiPaesi della Ue ha un regime liberalizzato quanto ilnostro”.

Confesercenti ha raccolto 150mila firme per cambiare ilprovvedimento. ”La X Commissione della Camera – sottolineaBussoni – sta esaminando provvedimenti di modifiche a seguitodelle proposte presentate da Confesercenti, PD, Movimento 5Stelle. Ma la proposta formulata dal relatore e’ deludente,in quanto di fatto non modifica lo status quo. Sembra chetutti vogliano modificare la norma, ma che di fatto non siagisca per cambiarla davvero”, conclude l’esponente diConfesercenti. Per quanto riguarda il settore Turismo, Roma si confermacapitale delle chiusure: da gennaio ad agosto nella citta’sono spariti per sempre 223 ristoranti, record di saldonegativo fra tutte le citta’ italiane con 300 iscrizioni eben 523 cessazioni rilevate, pari a quasi due chiusure algiorno. Che sommate al saldo negativo di 194 imprese diservizio bar ci consegnano il record di ben 417 impresepolverizzate fino ad oggi.

All’Emilia Romagna va la maglia nera per quanto riguradagli alberghi, con 371 strutture chiuse nei primi 8 mesidell’anno.

La Campania, invece, detiene il recordo negativo italianocon con 289 ristoranti chiusi. com-stt/sam/

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