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Giovedì 26 settembre 2013 - 12:36

Lavoro: Unioncamere, mercato in ripresa. Aumentano contratti ‘stabili’

(ASCA) – Roma, 26 set – Aumento dell’incidenza dei contrattidi lavoro alle dipendenze e, all’interno di essi, lieverecupero dei contratti a tempo indeterminato rispetto aquelli a termine; incremento dei contratti interinalinell’industria. Sono queste le prime avvisaglie di unapossibile inversione di tendenza dell’andamentodell’occupazione nell’arco del 2013. A segnalarle e’ ilSistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero delLavoro, che, confrontando i programmi di assunzione delleimprese dell’industria e dei servizi nell’arco di quest’annocon quelli formulati nel 2012, evidenzia il tentativo diaffinare alcune strategie aziendali per cogliere i primiaccenni di ripresa, in particolare da parte delle impreseindustriali. Il tutto in un contesto che si mantiene comunque negativo,data la perdita di 250mila posti di lavoro complessivi cheemerge dal bilancio tra entrate ed uscite previste e laconsistente riduzione della domanda di lavoro da parte delleimprese (112mila le entrate programmate in meno rispetto aquelle previste per il 2012, con una variazione del -13%).

”Excelsior si rivela uno strumento importantissimo percogliere ed anticipare le evoluzioni dell’occupazione nelsettore privato”, ha sottolineato il presidente diUnioncamere, Ferruccio Dardanello. ”Le informazioni che daesso provengono possono contribuire soprattutto a comprenderequali esigenze esprime il sistema produttivo e come siapossibile intervenire, applicando queste informazioniall’analisi giuridica e, quindi, all’ideazione deiprovvedimenti legislativi, per rendere il mercato del lavoropiu’ inclusivo e aperto ai giovani. Con un occhio sempreattento alla formazione delle risorse umane”. La contrazione della domanda di lavoro da parte delleimprese dell’industria e dei servizi tra il 2012 e il 2013interessa tutte le grandi tipologie contrattuali. In valoreassoluto, il calo maggiore si dovrebbe registrare nelleassunzioni stagionali e non stagionali (563.400 quest’anno,67.900 in meno rispetto al 2012), mentre i contratti”atipici” (tra cui ricadono interinali, co.co.pro. e altrilavoratori non alle dipendenze) dovrebbero essere 44mila inmeno rispetto allo scorso anno (per complessive 186.200unita’). In termini relativi, pero’, saranno soprattutto gliatipici a subire la contrazione maggiore rispetto all’annopassato (saranno il 19,1% in meno), mentre le assunzioni”dirette” (lavoratori alle dipendenze, esclusi gliinterinali) caleranno del -10,8%. Questa diversaarticolazione delle entrate portera’ i contratti stagionali enon stagionali a incidere di quasi due punti percentuali inpiu’ sul totale delle assunzioni previste nel 2013. La forte contrazione dei contratti atipici – spiegaUnioncamere – riguarda sia i contratti di collaborazione(65.700, il 29,1% in meno del 2012), sia quelli a partita IVAe occasionali (35.300, pari al -26,6%), mentre i contrattiinterinali sono la componente con la riduzione piu’ contenuta(85.200 quelli previsti nel 2013, il 4,8% in meno del 2012).

Tra le assunzioni dirette, variazioni non molto diverse siosservano infine tra stagionali (195.900, con una riduzionedel 12,8% rispetto all’anno scorso) e non stagionali(367.500, pari al -9,7%). Il confronto con lo scorso annomostra quindi che la contrazione della domanda riguarda piu’le componenti ”esterne” all’impresa, che non entrano cioe’a far parte degli organici aziendali (unica eccezione, ilavoratori interinali). I contratti che le imprese intendono applicare agli oltre563mila lavoratori stagionali e non stagionali di cuiprevedono l’assunzione nel corso del 2013 saranno per il32,7% contratti ”stabili” (152.400, pari al 27,1%, quelli atempo indeterminato; 32mila, pari al 5,7%, quelli diapprendistato) e per il restante 67,3% (pari a 378.900unita’) ”a termine”. Tra questi ultimi, i contratti”propriamente” stagionali (195.900) saranno il 34,8% deltotale delle assunzioni dirette (lavoratori alle dipendenze,ad esclusione degli interinali), quelli a tempo determinatoil 30,1% (169.400), quelli ”a chiamata” l’1,8% (10.300) eil residuo 0,6% comprendera’ tutte le altre forme previstedalla normativa. Anche senza il ”decollo” dei contratti di apprendistato,la cui quota, dal 2012 e il 2013, scende dal 6 al 5,7% pereffetto anche della flessione della quota di assunzioni under30, i contratti ”stabili” a tempo indeterminato eapprendistato aumentano la loro incidenza sul totaleraggiungendo nel 2013 il 32,7% (erano il 32,4% nel 2012).

Questo incremento si deve proprio ai contratti a tempoindeterminato, la cui quota sul totale dei lavoratori alledipendenze (esclusi gli interinali) sale dal 26,4 al 27,1%.

Un andamento, quindi, particolarmente significativo, cheinverte la tendenza al ribasso degli anni scorsi (nel 2008questi contratti raggiungevano il 42,5%, quasi 10 punti inpiu’ del valore attuale).

Le imprese che hanno previsto nel corso del 2013 diprocedere ad assunzioni di personale dipendente (a caratterenon stagionale e stagionale) sono il 13,2% del totale delleimprese italiane con dipendenti, pari a circa 197milaunita’.

La quota non presenta differenze di rilievo tra industria eservizi (13,4 e 13%). La propensione ad assumere – e adassumere con un contratto di lavoro ”stabile” – e’ pero’piu’ spiccata tra le imprese esportatrici, tra quelle chehanno intenzione di procedere alla realizzazione di nuoviprodotti e servizi, innovando il processo produttivo eorganizzativo o di investire in green economy, ossia intecnologie eco-sostenibili. In questo caso, infatti, la quotadi imprese che hanno programmato assunzioni va dal 21,3%delle imprese che hanno investito in prodotti e tecnologie”verdi” al 23,2% di quelle proiettate sui mercatiinternazionali, passando dal 22,7% di quelle che hannointrodotto innovazioni significative in azienda. red/glr

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