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Giovedì 26 settembre 2013 - 17:05

Lavoro: Ass. Bruno Trentin, 4 immigrati su 10 lasceranno Italia

(ASCA) – Roma, 26 set – Quattro immigrati su dieci pensano dinon poter restare piu’ in Italia e di dover riprendere unnuovo percorso migratorio verso altri paesi europei o dirientro nei paesi di origine. E’ l’effetto della lunga crisieconomica che pesa drammaticamente su tutto il mondo dellavoro ma che incide anche piu’ gravemente sui lavoratoriimmigrati, in gran parte dequalificati, e sempre piu’preoccupati di perdere o di non trovare piu’ occupazione. E’questo uno dei risultati di un’indagine condottadall’Associazione Bruno Trentin-Isf-Ires della Cgil su uncampione di oltre mille immigrati provenienti da diverse areedel mondo, in 10 regioni del nord, centro e sud Italia. I risultati della ricerca dell’Associazione Trentin’Qualita’ del lavoro e impatto della crisi tra i lavoratoriimmigrati’ veranno presentati il 2 ottobre alle 10 presso lasede della Cgil nazionale, alla presenza del vice ministrodel Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra.

Interverra’ il presidente dell’Associazione Fulvio Fammoni econcludera’ i lavori il segretario confederale della CgilVera Lamonica. Il quadro che emerge dall’ indagine, cosi’ come dai datiIstat – si legge in una nota -, descrive ancora una volta unlavoro immigrato dequalificato, in cui non c’e’ quasi maiprogressione di carriera e che rimane fortemente confinatonei settori a minor valore aggiunto. La crisi ha colpitol’occupazione, le retribuzioni e le condizioni di lavoro, el’effetto e’ che aumentano gli orari ma diminuiscono legiornate lavorative, aumenta il lavoro nero, le forme difalso part time e il falso lavoro autonomo. Ma soprattutto, aumentano le paure e quella di perdere onon trovare piu’ lavoro coinvolge la quasi totalita’ degliimmigrati, perche’ il lavoro, oltre a garantire un reddito euna vita dignitosa e’ la condizione senza la quale non e’possibile soggiornare regolarmente nel nostro paese. Dunque ilavoratori sono piu’ ricattabili e le condizioni di lavoro,gia’ molto problematiche, diventano ancora piu’ vessatorie.

Anche chi vive in Italia da molti anni (e sono la grandemaggioranza degli immigrati), non sembra che sia riuscito asuperare le dinamiche discriminatorie di un mercato dellavoro duale e, purtroppo, anche per le seconde generazioniil percorso di piena acquisizione dei diritti di cittadinanzaappare molto difficoltoso. Non e’ un caso, dunque, se 4 immigrati su 10 pensano didover intraprendere un nuovo percorso migratorio che avrebbbeeffetti non solo sulle esistenze degli immigrati stessi, maanche sul sistema paese. Gli immigrati rappresentano oltre il10% del pil italiano, contribuiscono a sostenere il welfareprevidenziale e offrono una compensazione demografica.

Inoltre c’e’ un rischio di depauperamento professionale,considerando che le persone piu’ motivate a partire sonoquelle piu’ giovani e piu’ istruite. red/glr

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