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Giovedì 26 settembre 2013 - 14:32

Cinema: Anna Magnani, il piccolo ‘Marcello’ ricorda Roma Citta’ Aperta

(ASCA) – Roma, 26 set – ”Ero il piu’ piccolo sul set. AnnaMagnani con me era molto materna, dolcissima, mi chiamavasempre ”a ragazzi’…” E mi diceva ”Vie’ npo’ qua?”. Nonmi chiamava mai per nome. Mi difendeva dalle ire di AldoFabrizi, che si arrabbiava sempre perche’ quando dovevogirare qualche scena assieme a lui non mi trovavano mai. Eroun ragazzino di 11 anni e non potevo stare fermo, anche sepassavo la maggior parte del mio tempo sul set. Non ho maicapito cosa intendesse quando mi diceva: ”Se te prendo tesghilombo!”. Lui mi rincorreva sempre. E non riusciva mai aprendermi. Ero un ragazzino e non potevo stare fermo, adaspettare le riprese del film, il ciak in cui avrei dovutorecitare io. E se decidevo di correre per non farmiacchiappare da Aldo Fabrizi per le vie del centro di Roma,allora volavo. E quando tornavo sul set Anna Magnani miveniva incontro per nascondermi dentro il suo abbracciomaterno.E poi gli diceva: ”Ma non lo vedi che e’ unragazzino?”. E’ Vito Annicchiarico, il piccolo ‘Marcello’,il figlio della sora Pina nel film capolavoro di RobertoRossellini ‘Roma Citta’ Aperta’ a rievocare la figura di AnnaMagnani, nel giorno in cui si celebra il quarantennale dallasua scomparsa. Anna Magnani infatti dopo una lunga malattiascomparve il 26 settembre del 1973. Ma Roma Citta’ Aperta e’stato incluso nei 100 film italiani da salvare, quelle 100pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paesetra il 1942 e il 1978.E le scene di quel film rimangono nellanella storia del cinema mondiale, dice Vito Annicchiarico.

”Roberto Rossellini mi spiegava tutto quello che dovevo farecon molta calma, ed io facevo tutto quello che mi diceva congrande facilita’ come spesso accade ai ragazzini diquell’eta’. Ci sono alcune caratteristiche del neorealismo,ma soprattutto una riguardava il film di Roberto Rossellini.

Roma Citta’ Aperta, fu girata con attori non professionisti,le scene erano realizzate soprattutto in esterno, nellestrade, per lo piu’ in periferia o in aperta campagna e conla luce naturale”. La frase : ”All’anima don Pie’ , che padellata che j’haidato”, sarebbe rimasta nella storia del cinema”, ricordaancora Vito Annicchiarico. ”Io facevo il chierichetto nellaChiesa di Sant’Elena. Il rapporto con i preti, l’oratorio, igiochi con i miei compagni nel cortile dell’oratorio erano lamia vita quotidiana”, dice ancora.

”La troupe di Roma Citta’ Aperta era molto unita. Mentregiravamo il film, all’ora di pranzo andavamo tutti amangiare in un ristorantino vicino alla sala di posa che erastata allestita in una vecchia agenzia ippica nel 1945 daLiborio Capitani”. Roma Citta’ Aperta fu acclamata a Parigi dove ci fu unaproiezione privata il 13 novembre 1946, assieme a Paisa’, ein proiezione pubblica il primo dicembre 1946 al Portiques eal cinema Eldorado, in lingua originale con i sottotitoli infrancese. E poi a New York, il 25 febbraio 1946 al WorldTheatre, dove gli americani scoprivano l’Italia per la primavolta. ”Mi ricordo che la sera che il film usci’ al Quirino fufischiato. Tutti negavano che il film avesse naturaartistica. Dicevano che era una pagina di cronaca.

Roberto Rossellini con Roma Citta’ Aperta cerco’ didimostrare che la gente sotto l’occupazione nazista quandomoriva, moriva per la liberta’. Che bisognava fare la pace adogni costo, come ricorda spesso suo figlio Renzo Rossellini,ad ogni evento, o convegno nel quale viene invitato e dove iltema e’ il neorealismo e Roma Citta’ Aperta”, rammenta ilpiccolo ‘Marcello’. Quanto al film ”l’idea iniziale di fareun cortometraggio su un soggetto del giornalista esceneggiatore Alberto Consiglio su Don Pietro Pappagallo euno sulle vicende di Teresa Gullace, cui e’ ispirato ilpersonaggio di Anna Magnani, e infine un terzo sui ragazzininel dopoguerra e su come vivevano a Roma, sul loro ruolonella Resistenza, quella che Federico Fellini chiamava la’maschietteria’. Ragazzini (Romoletto in Roma Citta’ Aperta)capaci di maneggiare armi e far saltare arsenali delle truppenazifasciste, un tema questo molto caro a Roberto Rosselliniche lasciava alla fine il posto alla scelta di unire questitre differenti soggetti. Cosi’ alla fine nacque Roma Citta’ Aperta”. ”Si, e’ un film sempre molto bello. Solo che non posso piu’vederlo: non piango, pero’ torno a casa e sto male, tantoche, quando lo riprendono, dico ‘non mi invitate’, non michiedete di intervenire: non mi va piu”’, disse a un certopunto di ”Roma Citta’ Aperta” Anna Magnani.

Poi ‘Marcello’ ricorda la scena finale del film: quella incui Nannarella cade a terra freddata dal filo di fuoco permano nazista, mentre cerca inutilmente di rincorrere il suouomo, mentre viene caricato su una camionetta,gridando:”Francesco!Francesco!”.

”Io non sapevo, dice, che nel film Anna Magnani sarebbemorta. Avevo avuto molta paura, perche’ mi sembrava tuttovero. Quello che il film raccontava era la nostra vitaquotidiana, con i rastrellamenti da parte dei fascisti. Misono messo a piangere e non riuscivo piu’ a calmarmi”.

Vito Annicchiarico nel 1944 approda al cinema dopo l’incontroindimenticabile con Roberto Rossellini, poi partecipa adiversi altri film, tra cui ‘Cuore’ di Vittorio De Sica, maancora prima viene scritturato da Gennaro Righelli. QuandoRoberto Rossellini va sulla Costiera Amalfitana e a Napoli agirare ‘Paisa’ lo porta con se’.

Successivamente la sua filmografia si arricchiscedell’impegno nel teatro di prosa.

Dopo Roma Citta’ Aperta Vito Annicchiarico interpreta ancorain due film il ruolo del figlio di Anna Magnani, in ”Abbassola Miseria!”. E in ”Abbasso la Ricchezza”. ram

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