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Martedì 24 settembre 2013 - 14:56

Telecom: Vinti (Umbria), a rischio sviluppo banda larga e occupazione

(ASCA) – Perugia, 24 set – ”L’accordo che consente aglispagnoli di Telefonica di salire al 65% nel controllo diTelco, che possiede il 22,4% di Telecom Italia, sposta ilcontrollo della piu’ importante azienda di telecomunicazioniitaliana, da Roma a Madrid”. Lo ha affermato l’assessoreregionale umbro alle infrastrutture tecnologiche immateriali,Stefano Vinti. ”Il lungo e devastante processo di privatizzazione dellaTelecom, azienda strategica delle telecomunicazioni, e’ statoavviato dal Governo Prodi nel 1997, con vari passaggi che havisto protagonisti diversi ‘campioni’ del capitalismoitaliano, Colaninno, Grutti, Tronchetti-Provera, Benettonnonche’ da manager di primo piano (per i nostri livelli), daGuido Rossi a Franco Bernabe’. Alla fine – ha aggiunto -,Telecom ha dei numeri da indebitamento spaventosi ed orasara’ controllata da Telefonica che in quanto adindebitamento non sta molto meglio”. Per l’assessore regionale di Rifondazione Comunista, ”ilrisultato dell’operazione mette a rischio la possibilita’ diinvestimenti elevati, che ad oggi sono assolutamenteindispensabili per lo sviluppo della ‘banda larga’ chepotrebbe dare al nostro paese una spinta importante alrafforzamento dell’economia e alla modernizzazione dellapubblica amministrazione, dal turismo al commercioelettronico, alla nuove forme di TV, alle start up, ecc. Laprospettiva di investimenti su internet veloce, della retecome diritto, sembra, con questa operazione – hapuntualizzato Vinti – allontanarsi invece che avvicinarsi.

L’operazione, comporta che la rete, asse strategico per ilpaese, passerebbe definitivamente a disposizione degliinteressi di Madrid. La Telecom Italia e’ il risultato delleprivatizzazioni, prima saccheggiata ed ora espropriata daigiochi finanziari internazionali. Accanto alla pocacredibilita’ della nuova compagine industriale – ha conclusoVinti -, si apre un nuovo fronte sul temadell’occupazione”.

pg/mau

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