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Martedì 24 settembre 2013 - 18:28

Telecom: da eccellenza italiana a preda spagnola

(ASCA) – Milano, 24 set – Fino a 15 anni fa era un colosso diStato, un pezzo pregiato della grande industria italiana.

Oggi il suo e’ solo l’ultimo nome che compare nell’elenco diindustrie considerate strategiche ma finite comunque in manistraniere. La storia di Telecom Italia e’ una tipica storiadel capitalismo italiano dell’ultimo ventennio: primaprivatizzata, poi passata di mano diverse volte conoperazioni spesso fatte a debito (e con alcuni imprenditoriche hanno realizzato plusvalenze da capogiro), infineconquistata dagli spagnoli di Telefonica.

Telecom Italia nasce ufficialmente il 27 luglio 1994 dallafusione di Sip con alcune societa’ del gruppo Stet. Tre annidopo al privatizzazione decisa dal governo presieduto daRomano Prodi. E’ l’ottobre 1997 quando il Tesoro lanciaun’Offerta di Pubblica Vendita e ricava dalla cessione del35,2% del capitale circa 26 miliardi di lire. L’annosuccessivo Franco Bernabe’ viene nominato amministratoredelegato del gruppo.

Il 1998 e’ l’anno della scalata firmata Roberto Colaninnoed Emilio Gnutti. L’industriale mantovano e il finanzierebresciano lanciano un Opa attraverso Olivetti e alla fineconquistano il pacchetto di controllo di Telecom (51,02%).

L’operazione – benedetta dall’allora premier Massimo D’Alema- e’ finanziata da un pool di banche e si conclude con unaccorciamento della catena di controllo che porta Bell -societa’ di diritto con sede in Lussemburgo – a controllareTelecom Italia attraverso il 23% di Olivetti. Non passano nemmeno tre anni ed ecco un nuovo passaggio dimano. A inizio 2001, il 22% di Olivetti detenuto da Bellviene ceduto a Olimpia, scatola societaria controllata daPirelli (con il 60%) ma partecipata anche da Edizione Holdingdella famiglia Benetton, Banca Intesa, Unicredito Italiano eHopa di Emilio Gnutti. L’operazione frutta una plusvalenzanetta da 1,5 miliardi di euro a Colaninno, Gnutti ed altrisoci Bell. Per Telecom, e’ l’inzio della gestione targataMarco Tronchetti Provera. E’ lui a volere la fusione con Timlanciata nel 2005 nel tentativo di sfruttare al massimo lesinergie offerte dalla convergenza fisso-mobile. L’operazionee’ ancora una volta fatta a debito e fa schizzare oltre quota40 miliardi l’indebitamento netto del gruppo telefonico. Tronchetti lascia Telecom nel settembre 2006 anche sullascia degli scandali dei dossier illegali confezionati dalcapo della security Giuliano Tavaroli. A guidare il grupporitorna Guido Rossi (gia’ presidente al momento dellaprivatizzazione del 1997). Intanto gli stranieri si fannoavanti: il colosso statunitense AT&T e Carlos Slim, re delletelecomunicazioni messicane, presentano a Pirelli offerte perrilevare la quota in Olimpia. Partecipazione che invece,pochi giorni dopo, e’ rilevata da Telco, holding creata dauna cordata italo-spagnola composta da Mediobanca, Generali,Intesa Sanpaolo, Sintonia e Telefonica. E’ il 2007 e glispagnoli di Telefonica entrano nel patto di controllo diTelecom. Il resto e’ storia di questi giorni. Il patto di controlloTelco sta per scadere, e Telefonica presenta un’offerta perconquistare il controllo di Telecom, presente peraltro anchesui mercati del Sudamerica in concorrenza con la stessa.

Di oggi l’accordo con Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaoloper salire fino al 66% di Telco. E cosi’ Telecom Italia – adispetto del nome – diventa spagnola. fcz/mau/ss

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