Header Top
Logo
Martedì 27 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Conti pubblici: nodi Iva e 3% deficit, il Tesoro in cerca di risorse

colonna Sinistra
Lunedì 23 settembre 2013 - 19:14

Conti pubblici: nodi Iva e 3% deficit, il Tesoro in cerca di risorse

(ASCA) – Roma, 23 set – Lavoro senza sosta per i tecnici delMef chiamati a trovare in tempi molto stretti oltre 1miliardo e 600 milioni per raggiungere l’obiettivo del 3% deldeficit sul Pil e, contemporaneamente, il miliardo cheservirebbe a bloccare l’aumento dell’Iva, previsto per l’1ottobre, sino alla fine dell’anno. Senza contare le risorsenecessarie per rifinanziare la Cig in deroga, chiudere ilcapitolo degli esodati, rifinanziare le missioni all’estero erispondere ai bisogni impellenti delle parti sociali chereclamano misure strutturali per fare ripartire il Paese. La morsa e’ duplice: i conti pubblici e gli impegnieuropei da una parte, dall’altra lo stallo politico che nonpermette al governo di assumere decisioni che abbiano chiaraimpronta e direzione. L’Europa non ammette deroghe e indicachiaramente la strada dello spostamento del carico fiscaledalla produzione al patrimonio e ai consumi. Nel contempo, leminacce del Pdl di fare cadere il governo hanno legato estanno legando le mani del Ministero dell’Economia in materiadi Iva e Imu, cavalli di battaglia per la campagnaelettorale permanente. Si gonfia cosi’ e sempre piu’ anche il peso della legge distabilita’, che dovra’ essere presentata al Parlamento entroil 15 ottobre e dovra’ contenere soluzioni per i contipubblici che non guardano solamente al brevissimo periodo. Il titolare del Mef, Fabrizio Saccomanni, a mezzo stampa,ha fatto sapere che le sue dimissioni non sarebbero un tabu’e chiede si apra una seria riflessione sui conti pubblici,libera da slogan di carattere propagandistico. Per reperireanche le risorse sufficienti a ridurre le tasse e il cuneofiscale, e’ necessario adottare una serie di misuretempestive, tra le quali ipotizza nuove privatizzazioni e larivalutazione delle quote della Banca d’Italia, aggiungendol’augurio che l’effetto sui tassi di interesse sia positivo.

Ancora oggi da Cgil e Confindustria la richiestaperentoria (i sindacati minacciano la mobilitazione) diprocedere subito con la riduzione del costo del lavoro,misura ritenuta nella scala delle priorita’ del Paese al disopra dello stop all’innalzamento dell’Iva e dell’abolizionedell’Imu. sgr/vlm

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su