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Venerdì 20 settembre 2013 - 16:02

Iva: Adusbef, con aumento allarme consumi e minor gettito

(ASCA) – Roma, 20 set – I consumi sono gia’ calcolati in calodel 10% con l’aumento dell’Iva scaglionato in tre fasi,meglio realizzare l’accordo con la Svizzera sui capitali.

”L’aumento di 3 punti di Iva dal 20 al 23% dal 1 gennaio2014, scaglionato in 3 fasi (dal 20 al 21% dal 17 settembre2011; dal 21 al 22% dal 1 ottobre 2013; dal 22 al 23% dal 1gennaio 2014), ha abbattuto i consumi di circa il 10%,mandando a picco le entrate tributarie, con le imposteindirette diminuite del 3,5% (-2.664 milioni di euro), conuna marcata flessione del gettito IVA del 6,8% (-2.870milioni di euro), solo nei primi 5 mesi del 2013, con leentrate erariali pari a 149,117 miliardi di euro”. Loafferma un comunicato delle associazioni dei consumatoriAdusbef e Federconsumatori che hanno condotto un’analisi suidati forniti dal ministero delle Finanze. Secondo le dueassociazioni infatti, ”l’aumento dell’Iva di 1 punto dal 20al 21%, in vigore dal 17 settembre 2011 (GovernoBerlusconi-Tremonti), ha causato una perdita di gettito Ivadi 704,754 milioni di euro nel 2011, con entrate Ivaattestate a 117,459 miliardi euro ed un gettito complessivodi tasse pari a 411,79 miliardi; di 2,232 miliardi di euronel 2012, con un gettito complessivo di 424 miliardi di euro,portando la riduzione complessiva del gettito Iva dal 17settembre 2011 al 31 maggio 2013 a ben 5,806 miliardi di euro(2.870 milioni di euro nei primi cinque mesi del 2013; 2.232milioni nel 2012; 704,7 nei 4 mesi scarsi del 2011).Questomeccanismo si traduce pertanto in un obbligato calo deiconsumi con conseguente calo di fatturato delle imprese (e insostanza di PIL) e di conseguenza di calo del gettito IVA (maanche delle altre imposte).

Il governo stima di incassare con l’aumento di 1 punto Iva,dal 21 al 22 per cento 4.236 milioni l’anno, ossia 353milioni di euro al mese, ma oltre a neutralizzare taleprevisione, con un minor gettito costato finora 5.806,7miliardi dal 17 settembre 2011, ossia 276,5 milioni al mese,produce una forte contrazione della capacita’ di spesa e deiconsumi finali, gettando sul lastrico milioni di famigliemeno abbienti, costrette a pagare ben 207 euro su base annuadall’aumento di 1 punto.

Se all’aumento dell’IVA aggiungiamo quello delle accise sullabenzina, delle tariffe, degli addizionali IRPEF, della Tares,e’ matematicamente certo un drastico calo della capacita’ dispesa delle famiglie che si tradurra’ inevitabilmente in unapesante recessione, disattendendo le previsioni delle entratefiscali, IVA in testa, come lo studio Adusbef haempiricamente dimostrato. Il governo deve invece chiudere -concludono le due associazioni – l’accordo con la Svizzerache puo’ generare un gettito una tantum di circa 30 miliardidi euro, e cedole fiscali permanenti dai 130-140 miliardi dieuro giacenti nelle casseforti elvetiche stimate tra 1,8 e2,2 miliardi di euro l’anno.

com-ram

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