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Mercoledì 18 settembre 2013 - 16:50

Ristorazione: Fipe, nel 2012 -1,6 mld di consumi e 9.500 esercizi chiusi

(ASCA) – Roma, 18 set – La ”grande crisi”, a dispetto diavventate dichiarazioni sui ristoranti pieni, non harisparmiato il settore che nel solo 2012 ha perso consumi per1,6 miliardi di euro. E nel 2013, in linea con il persisteredella congiuntura negativa della domanda, il risultato attesoe’ di un’ulteriore contrazione per oltre un puntopercentuale. Nel solo 2012 le imprese che hanno avviatol’attivita’ sono state oltre 16.000 con un numero dicessazioni di 25.678 unita’, facendo registrare un saldonegativo di 9.345 imprese. Nel primo semestre del 2013 hannoavviato l’attivita’ 9.985 imprese mentre 14.871 l’hannocessata. Questi gli allarmanti dati forniti dallaFipe-Confcommercio in occasione della presentazione dellanuova collana ‘Le Bussole’ con il primo volume ‘Laristorazione’, guida per gli imprenditori, vecchi e nuovi,per trovare idee per le loro aziende e per promuovere i lorolocali. Nel dettaglio, la spesa delle famiglie per ristorazionevale 73 miliardi di euro (anno 2012), pari al 35% dell’interaspesa alimentare. Dopo Spagna e Gran Bretagna, l’Italia e’ ilPaese europeo con la maggiore incidenza dei consumialimentari fuori casa sul totale della spesa alimentare (35%a fronte di una media europea del 32%).

In termini di spesa pro-capite gli italiani spendono inristorazione circa 1.200 euro l’anno, il 32% piu’ deifrancesi e il 53% piu’ dei tedeschi. Insomma, siamo il terzomercato europeo. Ricco e articolato e’ il panorama imprenditoriale con piu’di 100 mila ristoranti e 157 mila bar. Ma l’offerta diristorazione non si esaurisce qui. Ci sono diecimilaristoranti in agriturismo, 27 mila esercizi take away,migliaia di ristoranti in luoghi non convenzionali (circolisportivi, circoli culturali, ecc.) ed altrettanti presenticome attivita’ secondaria in imprese che svolgono l’attivita’principale in altri ambiti commerciali (alberghi,stabilimenti balneari, ecc.).

Tanti punti di ristorazione, ma anche tante aziende chefalliscono – osserva la Fipe – nel tentativo di farsi stradain un contesto cosi’ frammentato. Difatti, il settore sicaratterizza da sempre per un elevato turn overimprenditoriale. Aumenta, al contempo, l’avvio di nuove attivita’ da partedi imprenditori stranieri. Nel settore ce ne sono oramai piu’di 40 mila attivi principalmente nelle tradizionali attivita’di ristorazione. Nel complesso, osserva la federazione italiana pubbliciesercizi, risultati pesanti che, tuttavia, assumono valenzemeno negative se rapportati a quanto sta accadendo sulversante dei consumi alimentari domestici dove i tagli dibudget delle famiglie hanno assunto dimensioni ciclopiche.

red/rf

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