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Sabato 14 settembre 2013 - 11:53

Crisi: Cgil, 5 miliardi di ore cig negli ultimi cinque anni

(ASCA) – Roma, 14 set – ”Poco meno di 5 miliardi di ore dicassa integrazione richieste e autorizzate nei passati cinqueanni di crisi. Con i dati di agosto sul ricorso alla cig,infatti, e’ possibile tracciare un bilancio sugli ultimicinque anni della ‘grande crisi’, da quando cioe’ nelsettembre del 2008 la crisi finanziaria (giunta all’apice conil fallimento della Lehman Brothers il 15 settembre) cominciaa dispiegare i suoi effetti sull’economia reale per arrivarealle ore registrate lo scorso mese. Ricostruendo i dati dairapporti sulla cassa dell’Osservatorio Cig della CgilNazionale emerge cosi’ che da settembre 2008 ad agosto 2013si sono totalizzate circa 4 miliardi e 960 milioni di ore dicassa integrazione”. E’ quanto si legge in una nota dellaCgil.

”Il dato di quasi cinque miliardi e’ cosi’ composto.

L’ultimo quadrimestre del 2008, con 87.396.558 di oreregistrate, segna infatti la prima decisa accelerazione nellarichiesta di ore di cig (saranno infatti 188.821.707 le oremesse a segno a fine anno). L’anno dopo la cassa – spiega lanota – raggiunge 918.146.733 di ore richieste mentre nel2010, con l’introduzione della cassa in deroga, si tocca ilpicco con 1.203.638.249. Il 2011 si chiude invece con953.506.796 e quello successivo, il 2012, si segnala peressere il secondo anno ‘record’ dopo il 2010 per un1.090.654.222 di ore richieste. Il totale segna quindi4.253.342.558. Sommando a questi numeri le ore registrate neiprimi otto mesi dell’anno, ovvero 703.990.798 ore di cig, siraggiunge quota 4.957.333.356”.

Numeri che, secondo il segretario confederale della Cgil,Elena Lattuada, ”il sistema produttivo, e con esso lacondizione di centinaia di migliaia di lavoratrici elavoratori, e’ letteralmente piegato dagli effetti dellacrisi”. Ecco perche’, sostiene la dirigente sindacale, ”nonc’e’ alcuna ragione di parlare di inversione di tendenza, diluce in fondo al tunnel, se prima non si mettono in campoazioni decise, una vera e propria opera di ricostruzione chemetta al centro il lavoro. Non ci sara’ ripresa senza lacreazione di nuovo lavoro e la strenua difesa di quello chec’e”’. Su quest’ultimo punto Lattuada cita come esempio ”lesituazioni drammatiche in cui versano casi come quello delgruppo Riva Acciaio nonche’ la stessa Natuzzi, per nonparlare di situazioni esplosive in zone come quella delSulcis o di Piombino che hanno bisogno di risposte certe eveloci”.

com-ceg/vlm

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