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Venerdì 13 settembre 2013 - 11:42

Imu: Cgil, cosi’ com’e’ Dl sottrae risorse utili

(ASCA) – Roma, 13 set – Un provvedimento che ”ruotasostanzialmente attorno all’abolizione della prima ratadell’Imu su tutte le prime case e che, oltre a portareulteriori elementi di iniquita’ e inefficenza al sistemafiscale italiano, in questa fase sottrae risorse utili adaltre priorita”’. E’ questa la posizione della Cgil espressadal segretario confederale Danilo Barbi oggi in audizionepresso le commissioni congiunte Bilancio e Finanze dellaCamera sul decreto legge 102 del 31 agosto, nel sostenere che”la stessa considerazione vale per la seconda rata dell’Imuche il Governo si e’ impegnato ad abolire con la stesuradella legge di stabilita’, assieme al disinnesco dell’aumentodell’Iva indispensabile dati gli effetti regressive sulreddito e recessivi sull’economia”.

La Cgil, osserva il dirigente sindacale, ”ha sempresostenuto la necessita’ di esentare dal pagamento iproprietari di un’unica abitazione di residenza entro uncerto limite di valore, ad esempio aumentando la detrazionefino a 800/1000 euro, non di lusso”. In ogni caso, precisa,”la Cgil ha sempre ritenuto piu’ giusta ed efficacel’introduzione di un’imposta sui grandi patrimoni, mobiliarie immobiliari, che conglobasse l’Imu”. Per quanto riguardainvece le misure prese su cassa in deroga ed esodati, Barbisottolinea come ”in analogia con il dl 101 del 31 agostosulla ‘razionalizzazione’ della Pubblica Amministrazione, iprovvedimenti relativi alle proroghe e ai rifinanziamenti perle emergenze occupazionali (Cig in deroga e i 6.500 esodati)si presentano insufficienti a rispondere alle esigenzecomplessive e, comunque, rischiano di rappresentare solo deipalliativi in assenza di nuove risorse e misure specificheper le necessarie politiche fiscali e industriali di cuiavrebbe bisogno il paese per uscire dalla crisi, cosi’ comeespresso nel documento Cgil, Cisl, Uil e Confindustria”. Finora, quindi, secondo la Cgil, ”la politica economicadel Governo continua a mostrarsi inadeguata a rispondere allacrisi occupazionale e a ritrovare la ripresa. Le solepolitiche sul versante dell’offerta, di incentivazione (icosiddetti dl ‘Fare’ e ‘Lavoro’) o di sostegno allaliquidita’ (restituzione dei debiti della Pa), senza un pianodi investimenti e di creazione di occupazione, non possonorisolvere i vuoti della domanda aggregata che hanno portatoun’intensita’ recessiva e depressiva in Italia senza egualiin nessun altra economia industrializzata”. Per Barbi,inoltre, ”neanche una temporanea e generalizzata riduzionedella pressione tributaria puo’ sostenere redditi, consumi einvestimenti senza una riforma organica del sistema fiscaleche sposti il peso del prelievo verso le ricchezzeimproduttive (grandi patrimoni, rendite, evasione, ecc.)alleggerendo i redditi ‘fissi’, soprattutto dei lavoratori edei pensionati”. Per quanto riguarda, infine, il rapporto tra le previsionidi crescita e i margini della finanza pubblica, la Cgilosserva che in questo contesto le previsioni contenute nelDef di aprile (”in cui si stimava una riduzione del Pildell’1,3% nel 2013 e una crescita di pari valore dell’1,3%nel 2014”, ricorda Barbi) ”andranno riconsiderate conl’inevitabile revisione della compatibilita’ delle misureannunciate rispetto ai nuovi equilibri di finanza pubblica”.

Infatti, spiega il segretario confederale Cgil, ”pur essendoil nostro paese autorizzato a utilizzare margini di spesapubblica nel biennio in corso, grazie all’uscita dallaprocedura di infrazione del deficit ottenuta il giugnoscorso, con le nuove previsioni di crescita del Pil, a oggi,i quasi 2 punti cumulati a fine 2014 stimati nel Def adaprile scomparirebbero, anche in presenza di un segnopositivo del Pil dell’anno prossimo (se non supera lo0,4%)”.

Tutto cio’, inoltre, ”va considerato in presenza di unacrescita del debito pubblico, solo parzialmente trattenutadal contenimento dei tassi di interesse e dalla riduzionedello spread, dato l’aumento del fabbisogno finanziario perl’accelerazione dei rimborsi dei debiti delle Amministrazionipubbliche, oltre i costi del sostegno dell’Italia ai paesidell’Eurozona in difficolta”’. In prospettiva, infine, ”ilGoverno ha annunciato di voler rispettare l’impegno aeliminare anche la seconda rata Imu entro il 15 ottobrecercando nuovi tagli della spesa pubblica, dismissione dipatrimonio dello Stato e privatizzazioni. Tutti elementi diindebolimento della domanda interna, che rischiano dicostituire un nuovo disinvestimento nella crescita e nellosviluppo del Paese, allontanando cosi’ – conclude Barbi – lapotenziale ripresa”.

com-fgl/

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