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Mercoledì 11 settembre 2013 - 12:42

Governo: Brunetta, il povero Saccomanni costretto a smentire se stesso

(ASCA) – Roma, 11 set – ”Povero Saccomanni, costretto, primadomenica in tarda serata con una nota stampa del suoministero e poi questa mattina con una lettera a Il sole 24ore, a smentire se stesso. O a giustificarsi. Di una cosa,tra l’altro giusta, che aveva detto al Workshop Ambrosetti diCernobbio domenica mattina: l’accordo di GenovaConfindustria-sindacati ”mostra un conto della spesa moltoelevato e immediatamente posto a carico del bilancio statalecon poco realismo”’. Lo affema Renato Brunetta, presidentedei deputati del Pdl.

”Povero ministro, costretto, prima domenica in tardaserata nella nota stampa del suo ministero e poi questamattina nella sua lettera a ‘Il Sole 24 Ore’, ad appellarsial buon cuore di tutti, dalle organizzazioni dei lavoratori aquelle delle imprese, al sistema finanziario e bancario,chiedendo di impegnarsi per reperire le risorse necessarieper realizzare quel programma. Povero Saccomanni, – continuaBrunetta – che non sa che buona parte delle propostecontenute nel documento di Genova sono state gia’ avviate conla Legge di Stabilita’ dello scorso anno, che ha istituito:il Fondo per la concessione di un credito di imposta alleimprese che investono in ricerca e sviluppo e per lariduzione del cuneo fiscale (FondoGiavazzi-Squinzi-Brunetta), finanziato dalla riduzione dei”cattivi’ trasferimenti alle imprese; il Fondo che contienegli stanziamenti per i salari di produttivita’; il Fondo perla riduzione della pressione fiscale, finanziato dai proventiderivanti dalla lotta all’evasione, per gli importi non gia’inclusi nei tendenziali di finanza pubblica; il Fondo, apartire dal 2014, per l’esenzione dall’Irap delle personefisiche esercenti attivita’ commerciali, ovvero arti eprofessioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti eche impiegano, anche mediante locazione, beni strumentalilimitati”. Gli strumenti ci sono, perche’ il ministro dell’Economia edelle finanze non ne dispone l’implementazione? Tra glialtri, gia’ ricordati, che fine ha fatto il piano ‘Grilli’di attacco al debito, che prevede la dismissione delpatrimonio pubblico, con proventi contenuti nel quadrotendenziale di finanza pubblica per importi pari a 1 punto diPil all’anno (16 miliardi)? Povero Saccomanni, costretto adarrampicarsi sugli specchi, nella sua lettera di questamattina a Il sole 24 ore, sulla Spending review,relativamente alla quale, in piu’ di 4 mesi di attivita’,altro non ha fatto se non dichiarare che: ‘il governointende in tempi brevi nominare il commissario straordinarioper la spending review, con l’obiettivo di introdurre inItalia le migliori pratiche collaudate in materia in altripaesi industrializzati’. Mentre poi con la stabilizzazionedei precari, con i fondi alla cultura, con l’ultimo decretosulla scuola e tanti altri piccoli provvedimenti passati insordina, un po’ di risorse qua e la’ le ha distribuite.

Sempre ricorrendo a non ben specificati aumenti di accise e/oa non ben giustificati aumenti degli acconti Irpef/Ires. Chedire, infine, dell’abuso delle clausole di salvaguardia?Negli unici decreti in cui, grazie all’aiutino dei partitidella maggioranza, le coperture finanziarie sono stateindividuate in maniera intelligente, per esempio con virtuoseoperazioni one-off , quali il pagamento dei debiti delle PA ela rivalutazione delle quote di partecipazione al capitaledella Banca d’Italia, il ministro Saccomanni non e’ riuscitoa fare a meno del ricorso alle accise su carburanti e alcol osui giochi, cosi’ come all’aumento degli acconti di imposta,inserendoli nelle clausole di salvaguardia, nascondendosidietro la foglia di fico del rispetto dei vincoli europei dibilancio. Benvengano le clausole di salvaguardia, ma daintendersi come impegni a realizzare le coperture piuttostoche come riserve mentali per giustificare il mancatoraggiungimento degli obiettivi”, conclude Brunetta.

com-ceg/lus/bra

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