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Martedì 10 settembre 2013 - 17:25

Energia: 9 societa’ europee, politiche Ue non garantiscono sicurezza

(ASCA) – Roma, 10 set – In Europa ”la sicurezzadell’approvvigionamento energetico non e’ piu’ garantita, leemissioni di CO2 sono attualmente in aumento, gliinvestimenti nel settore non vengono realizzati e i prezzidell’energia crescono sensibilmente”. E’ quanto hannodenunciato al Parlamento comunitario 9 grandi aziende europeeche ”di fronte a questo fallimento” hanno ritenutonecessario ”formulare proposte concrete per rilanciare lapolitica energetica europea”.

In rappresentanza di Enel, Eni, E.On, Gas Natural Fenosa,GasTerra, GDf Suez, Iberdrola, RWE e Vattenfall, Ge’rardMestrallet, CEO di GDF SUEZ, e Paolo Scaroni, CEO di Eni,hanno preso parte all’audizione odierna del Parlamentoeuropeo. L’evento e’ stato organizzato in collaborazione conAmalia Sartori (Presidente della Commissione per l’Energiadel Parlamento europeo) e si e’ svolto alla presenza delCommissario europeo per l’Energia, Gunther Oettinger. ”L’audizione – spiegano le nove societa’ in una notacongiunta – aveva lo scopo di evidenziare i rischidell’attuale politica energetica dell’UE. Infatti, gli sforzicompiuti da parte delle imprese energetiche per attirare gliinvestimenti sono stati ostacolati dall’incertezza dovutaalla mancanza di un quadro di politica energetica chiaro,prevedibile e obiettivo, basato su regolamentazione stabile eaffidabile. Di conseguenza, l’industria europea non puo’ ne’soddisfare il suo potenziale in termini di crescita e dioccupazione, ne’ ricoprire un ruolo chiave nello stabilire undialogo con i paesi produttori”. In particolare, per ”limitare la vertiginosa crescita deicosti energetici” i player europei del settore propongono di”garantire che le bollette energetiche riflettano i costi dimercato dell’energia e che non siano un mezzo per ilfinanziamento di altre politiche”; di ”favorirel’integrazione delle tecnologie per le energie rinnovabilipiu’ mature nel normale processo di mercato e in maniera dastimolare la concorrenza” e di ”rafforzare le politiche diricerca e sviluppo e dei finanziamenti (Horizon 2020), esostenere le tecnologie dell’energia da fonti rinnovabilimeno mature attraverso maggiori sforzi di R & S, piuttostoche con sovvenzioni alla produzione”.

Per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici,secondo le societa’, e’ necessario riattivare il Gruppo dicoordinamento per l’energia elettrica europeo; applicareimmediatamente il terzo pacchetto energia in tutti gli Statimembri; utilizzare la capacita’ produttiva esistentepiuttosto che crearne di nuova; accelerare la creazione dilinee guida dell’UE in materia di meccanismi di remunerazionedella capacita’ non discriminatori; attuare il primapossibile il programma europeo che contribuisce alfinanziamento di importanti infrastrutture; rafforzare ladiversificazione dell’approvvigionamento di gas attraversorotte e fonti, ”in particolare per mezzo della produzioneenergetica interna (comprese le fonti non convenzionali),tenendo in considerazione le problematiche ambientali”.

Per la lotta ai cambiamenti climatici, pe proposte puntanoa imprimere un nuovo impulso al mercato europeo del carbonioe rafforzarlo in modo sostanziale; accelerare larealizzazione del futuro vertice sul clima in programma aParigi nel 2015, in modo che con questo evento fondamentalesi possa giungere ad un accordo di vasta portata; introdurre, nel caso in cui non fosse raggiunto un accordointernazionale, ulteriori misure per assicurare lacompetitivita’ delle industrie dell’UE contro il rischio dicarbon leakage, ossia di rilocalizzazione delle stesse. Queste proposte concrete stanno per essere presentateanche ai principali Capi di Stato e di governo europei, alfine di migliorare le prospettive delle riunioni delConsiglio europeo di febbraio e marzo 2014, dedicate allequestioni energetiche.

fgl/

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