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Sabato 7 settembre 2013 - 19:13

P.A.: ricerca Ambrosetti, digital divide costa all’Italia 2 punti di pil

(ASCA) – Cernobbio (Co), 7 set – L’Italia fanalino di coda inEuropa sul terreno dei servizi digitali edell’e-governement. La ricerca ‘Stato, cittadini e impresenell’era digitale’, realizzata da Ambrosetti con lacollaborazione di Poste Italiane e presentata oggi allaseconda giornata del workshop di Cernobbio non lascia spazioa dubbi: un incremento dell’efficienza dei servizi digitaligenererebbe 2 punti di pil. Allo stato attuale, dice lostudio, l’economia digitale pesa solo l’1,7% del pil rispettoal 3,9% della media europea. Con il risultato che cittadini eimprese italiane sono cotrette a perdere troppo tempo inpratiche burocratiche e servizi inefficienti. E recuperaregia’ solo 30 minuti di tempo utile al giorno produrrebbevantaggi per il Paese quantificabili fino a 40 miliardi dieuro.

Il quadro che emerge dallo studio e’ quello di un Paeseancora arretrato sul fronte della digitalizzazione deiservizi pubblici: solo il 22% dei cittadini italiani usaabitualmente i servizi della PA on line contro il 52% dellamedia Ue, l’Italia e’ ultima nell’Ue-27 per sviluppodell’e-Government, ed e’ terz’ultima per utilizzo die-Commerce. La polverizzazione delle infrastrutture e’ unaltro freno: sono piu’ 4 mila i data center della Pa per unaspesa di gestione pari a circa 6 miliardi di euro. Di questi,oltre il 50% sono sottoutilizzati. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e laSemplificazione, Gianpiero D’Alia, parla di ”situazioneoggettiva di ritardo del Paese” e chiarisce: ”Il Governosta rispondendo con l’avvio operativo dell’Agenda digitale,la sua attuazione e’ indispensabile per ridurre i costi acarico di privati e imprese e per ridare competitivita’all’intero sistema Paese”. Dello stesso parerel’amminstratore di Poste Italiane, Massimo Sarmi: ”Bisognafare presto – e’ il suo appello – ogni giorno perduto ampliail ‘digital divide’ tra l’Italia e i Paesi piu’ sviluppati inquesto campo”. fcz/rf

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