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Giovedì 5 settembre 2013 - 18:27

Consumi: Coop, la ripresa non c’e’. L’aumento Iva sarebbe molto grave

(ASCA) – Roma, 5 set – L’Italia e’ ancora nel tunnel dellacrisi e i bilanci delle famiglie sono sotto pressione. Ilquadro complessivo non induce al facile e ingiustificatoottimismo: la diminuzione del reddito disponibile realenell’arco di appena 6 anni supera il 10% (-10,2%), ladisoccupazione e’ alle stelle (ha toccato il 12% nei primimesi del 2013, ai massimi dal 1977) e sono soprattutto i piu’giovani sotto i 18 anni di eta’ a rischiare l’esclusionesociale. Peggio di noi in Europa solo i coetanei bulgari,rumeni, ungheresi e delle piccole Repubbliche del Baltico,meglio di noi persino i greci e gli spagnoli.

E’ quanto rileva il rapporto Coop 2013 su ”consumi,distribuzione”, presentato oggi a Milano.

Senza un’azione del governo a sostegno della domandainterna e un forte impegno degli operatori economici piu’importanti, a partire dalle banche, chiamati a sostenere lefamiglie non ci sara’ – osserva il rapporto – una ripresasignificativa del paese. Aumentare l’IVA, come realizzarequalsiasi non selettivo altro provvedimento fiscale, sarebbeun errore molto grave. D’altro canto e’ indispensabile chel’industria e la distribuzione italiane lavorino insieme persostenere la ripresa: l’industria puo’ ridurre i prezzi e imargini in percentuale, scommettendo su un possibile aumentodei volumi, mentre la distribuzione deve trasferire senzaaggravi il valore sui consumatori. A fronte dell’allarme occupazione, l’Italia in compenso -prosegue il rapporto – sale in vetta alle classifiche europeeperche’ e’ il Paese con il maggior allungamento della vitamedia (rispetto al 1975 si vive 10 anni di piu’) e gliitaliani sembrano oramai rassegnati a uno stile di vitaall’insegna della rinuncia: sia importanti come i figli(siamo un Paese di figli unici e di famiglie con un solocomponente), sia di tipo economico (il risolutivo tagliodelle quantita’ acquistate e’ diventato dilagante) cherinunce ai vizi. Bacco e Tabacco non abitano piu’ nel BelPaese (per i vini e’ una debacle -4% nell’ultimo anno, gliaperitivi superano il -5%, superalcolici amari e liquoriflettono oltre il -3%, ma non va meglio per il segmento fumoe la lancetta ritorna indietro al ’73 per il numero disigarette fumate -14% in soli 2 anni), gli italiani si neganoanche l’innocente piacere del caffe’ (il compartocaffe’-the-cacao registra una flessione a valore procapite in6 anni del -21%), Venere ancora resiste ma solo grazie a unpiccolo aiuto (tra i pochi segni positivi il +6,4% degliaccessori per il sexual entertaiment, quasi +8% in due anniper Viagra e simili).

Non ci si muove piu’ realmente ma solo virtualmente:immobili e iperconnessi. In Italia sono 29 milioni inavigatori attivi ogni mese e 23 di loro lo fanno attraversotablet e smarthpone (10 milioni in piu’ rispetto al 2012 nehanno in tasca uno nuovo). Nasce cosi’ la figura delconsumatore-internauta: dalla lista della massaia con carta ebiro alla pianificazione scientifica e razionale via web efinanche all’acquisto. La piazza virtuale fa proseliti e se21 milioni di italiani si limitano a leggere opinioni dialtri consumatori (e magari a venirne comunque influenzati),piu’ di 8 milioni partecipano attivamente alle discussionisui consumi on line. Per 10 milioni le procedure di acquistosi sono gia’ invertite: il prodotto si vede in negozio, ma sicompra online (e’ il caso dell’abbigliamento che nell’on lineregistra un +41% o dei prodotti tecnologici +19%). Oppurenemmeno si compra, ma si baratta o si ottiene gratis: e’ ilfenomeno in crescita della sharing economy in cui l’accessoal bene e’ piu’ importante del suo possesso.

E se alla fine qualcosa si trova nel carrello della spesaun po’ a sorpresa si scopre che l’italiano ama sempre piu’ ilcibo etnico (il carrello fa un balzo avanti di un +6%) e hatirato fuori un’anima tutta verde: l’insalata si fa nell’orto(proprio) e sullo scaffale si privilegia il biologico.

E secondo il rapporto nessun ottimismo per il prossimofuturo. Infatti, nonostante veniamo da anni di flessionielevate, la ripresa dei consumi alimentari e non alimentarinon ci sara’: la stima Coop per il prossimo anno e’ di unulteriore -0,5% nel food e -6,1% nel non-food, su una base2013 gia’ in significativa contrazione.

red/rf

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