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Venerdì 30 agosto 2013 - 10:28

Fisco: Cgia, da aumento Iva penalizzate famiglie meno abbienti

(ASCA) – Roma, 30 ago – L’eventuale aumento dell’Iva pesera’ maggiormente sulle retribuzioni piu’ basse e meno su quelle piu’ elevate. A parita’ di reddito, inoltre, i nuclei famigliari piu’ numerosi subiranno gli aggravi maggiori. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia. ”Bisogna assolutamente trovare la copertura per evitare questo aumento – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – non si possono penalizzare le famiglie ed in particolar modo quelle piu’ in difficolta’. Nel 2012 la propensione al risparmio e’ scesa ai minimi storici. Se dal primo ottobre l’aliquota ordinaria del 21% salira’ di un punto, subiremo un ulteriore contrazione dei consumi che peggiorera’ ulteriormente il quadro economico generale. E’ vero che l’incremento dell’Iva costa 4,2 miliardi di euro all’anno, ma questi soldi vanno assolutamente trovati per non fiaccare la disponibilita’ economica delle famiglie e per non penalizzare ulteriormente la domanda interna”. Le simulazioni realizzate dalla CGIA riguardano tre tipologie famigliari (single, lavoratore dipendente con moglie e un figlio a carico, lavoratore dipendente con moglie e 2 figli a carico). Per i single l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva sullo stipendio netto annuo si fara’ sentire maggiormente per le fasce meno abbienti. Infatti e’ dello 0,29% su un reddito annuo di 15.000 euro, si abbassa allo 0,27% su un reddito annuo di 55.000 euro. In termini assoluti l’aumento di imposta cresce man mano che aumenta il livello retributivo. L’aggravio oscilla tra i 37 e i 99 euro. Per un lavoratore dipendente con moglie ed 1 figlio a carico l’incidenza percentuale dell’aumento e’ inversamente proporzionale al livello di reddito. E’ dello 0,33% per un reddito annuo di 15.000 euro, scende allo 0,30% per un reddito di 55.000 euro. In termini assoluti l’aggravio d’imposta, man mano che cresce il reddito, sale da 51 a 113 euro. Per un lavoratore dipendente con moglie e 2 figlio a carico l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva e’ inversamente proporzionale al livello di reddito. Si attesta allo 0,34% su un reddito annuo di 15.000 euro, diminuisce fino a toccare lo 0,31% su un reddito di 55.000 euro. Man mano che cresce il reddito, in valore assoluto la maggiore Iva annua passa da 61 a 120 euro. ”Da queste simulazioni – conclude la Cgia – emerge un altro risultato molto intuitivo: a parita’ di reddito, piu’ aumenta il numero dei componenti di una famiglia, piu’ si fa sentire il peso dell’aumento dell’Iva”. fgl/

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