Header Top
Logo
Venerdì 24 Marzo 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Crisi: Unimpresa, oltre 122 mld debito pubblico da rinnovare entro 2013

colonna Sinistra
Lunedì 26 agosto 2013 - 11:30

Crisi: Unimpresa, oltre 122 mld debito pubblico da rinnovare entro 2013

(ASCA) – Roma, 26 ago – Oltre 122 miliardi di euro di debitopubblico da rinnovare entro l’anno: dopo la pausa estivaarrivano a scadenza 74,5 miliardi di bot, 37,8 miliardi dibtp e 10,6 miliardi di ctz: titoli che vanno rimborsati e cherichiederanno nuove emissioni da parte del Tesoro. Lo rilevail Centro studi Unimpresa secondo cui si tratta di un’enormequantita’ di denaro per cui una eventuale crisi dellamaggioranza e una caduta del Governo potrebbero avereripercussioni pericolose su spread e tassi di interesse.

Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Bancad’Italia, a settembre scadono 30,3 miliardi di emissioni,quasi il doppio rispetto a quelle in agenda per ottobre,quando arrivano a fine corsa 18,4 miliardi di titoli. Anovembre, invece, andranno rimborsai 34,4 miliardi, mentre adicembre si sale fino a 39,6 miliardi. Si tratta,complessivamente, di 74,5 miliardi di bot, 37,8 miliardi dibtp e 10,6 miliardi di ctz. Tra settembre e dicembre non sonopreviste scadenze di cct. Una piccola parte deirifinanziamenti in agenda sono gia’ stati ”coperti” dalTesoro che negli scorsi mesi ha incrementato le emissioni dititoli sfruttando un andamento dei tassi di interessesostanzialmente favorevole. Il ministero dell’Economia, proprio per questa ragione,aveva annullato, peraltro rispettando una consuetudine,alcune aste in programma tra fine luglio e meta’ agosto. Ititoli vanno comunque rimborsati ai sottoscrittori e a talenecessita’, dunque, verra’ fatto fronte laddove possibile conla liquidita’ precedentemente accumulata grazie alle aste’extra large’.

”A Parlamento e Governo, e quindi a tutti i partiti,chiediamo senso di responsabilita’: la stabilita’ politica e’decisiva sui mercati finanziari e una eventuali crisi dellamaggioranza, adesso, correrebbe il rischio di sprecare irisultati positivi raggiunti finora proprio sul costo delleemissioni: le speranze di ripresa economica verrebberocompromesse” e’ il commento del presidente di Unimpresa,Paolo Longobardi.

com-fch

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su