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Martedì 13 agosto 2013 - 11:42

Unioncamere: risale fiducia industria, incertezza su commercio (1 upd)

(ASCA) – Roma, 13 ago – E’ un ritratto in bianco e neroquello che emerge dalle previsioni delle imprese su comeandranno gli affari in questa estate 2013, segnatadall’attesa di vedere concretizzato il punto di svolta dellacrisi. Sebbene gli andamenti tendenziali mostrino chiaramenteun rimbalzo verso l’alto degli indicatori, sia nelmanifatturiero sia nel commercio e servizi, le attese per itre mesi estivi restano discordanti tra gli imprenditori deidue comparti secondo i risultati dell’indagine congiunturalesulle imprese del manifatturiero, del commercio e dei servizirealizzata dal Centro studi di Unioncamere con riferimentoagli andamenti del II trimestre e alle previsioni per il IIItrimestre del 2013. Pur rimanendo entrambi in territorio negativo, da un latogli imprenditori del manifatturiero mostrano un apprezzabilerecupero di fiducia nelle prospettive a breve, mentre quellidel commercio e dei servizi evidenziano un peggioramentodelle attese rispetto a un anno fa.

Nell’industria manifatturiera, il saldo tra attesepositive e negative rispetto all’andamento della produzionenel terzo trimestre si attesta a -16 punti percentuali,contro i -23 punti registrati nello stesso periodo delloscorso anno, con un guadagno di 7 punti in termini di”fiducia’ a distanza di dodici mesi. La distanza trapessimisti e ottimisti si riduce, in senso positivo, ancheper quanto riguarda le attese sul fatturato: dal -20% delterzo trimestre 2012 al -15% riferito al terzo trimestre diquest’anno. All’opposto, rispetto all’estate 2012 appare inpeggioramento il sentiment degli imprenditori di commercio eservizi: con riferimento alle attese circa l’andamento dellevendite nel trimestre estivo, la differenza tra attesepositive e negative e’ di -18 punti percentuali, contro i -10dello stesso periodo dell’anno scorso. In linea con questodato anche le indicazioni che vengono dagli imprenditori deiservizi che, tra luglio e settembre, si attendono unulteriore calo del volume degli affari (-15% contro il -7%del 2012).

”Il termometro delle imprese comincia a mostrare segnaliincoraggianti, ma per scacciare la febbre della crisi servonoancora cure robuste” ha commentato il presidente diUnioncamere, Ferruccio Dardanello. ”Per i settoridell’industria manifatturiera, piu’ aperti ai mercatiinternazionali, le prospettive a breve indicanoun’incoraggiante ripresa della fiducia degli imprenditori.

Anche se le attese su produzione e fatturato continuano adessere prevalentemente negative, rispetto a un anno fa ilquadro sta cambiando in meglio”.

”Preoccupa invece, e molto, l’aggravarsi delleprospettive per chi opera sul mercato domestico. Perche’ gliimprenditori possano cambiare atteggiamento serve restituirecapacita’ di acquisto agli italiani riducendo il caricofiscale su imprese e lavoro, e poi rafforzare la terapia dirilancio della domanda interna e dell’occupazione, l’unicomodo per far imboccare al paese la via di una ripresasostenibile”.

did/

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