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Martedì 13 agosto 2013 - 13:33

Trasporto aereo: Ocse, auspicabili integrazioni tra vettori e aeroporti

(ASCA) – Roma, 13 ago – Una soluzione che potrebbe migliorarela redditivita’ nel trasporto aereo e’ quella di sostenere lecompagnie ad investire in altri settori della catena divalore del comparto attraverso integrazioni verticali. Loafferma l’International trasport forum, dell’Ocse, neldiscussion paper dedicato agli aeroporti. L’idea sarebbequella, spiega la ricerca, di consentire alle compagnie ditenere per loro un po’ del valore generato dai loro serviziin altri settori del trasporto aereo.

A tale scopo, il rapporto cita alcuni esempi del passatocome la nascita della United Airlines, dovuta allo sviluppodi una partnership tra la Boeing e la Pratt and Whitney,prima che una legge Usa del 1934 costringesse i due partner adividersi.

I benefici finanziari che il rapporto individua da talioperazioni di integrazione verticale, riguardanol’eliminazione di un doppio margine di profitto nei prezzi,la riduzione dei costi di transazione e la possibilita’ diintercettare benefici esterni.

”L’integrazione verticale – ammette pero’ il rapporto -se da una parte puo’ migliorare la performance finanziariadelle compagnie, dall’altra pone seri problemi di concorrenzaper quanto riguarda l’accesso ai servizi essenziali eforniture delle altre compagnie aeree. Non sono problemiipotetici”.

Detto questo pero’, il rapporto prosegue affermando che”una politica che scoraggia o vieta l’integrazione verticaledella catena di valore del trasporto aereo civile potrebbeessere riconsiderata. Nella misura in cui un servizio di unacompagnia aerea genera valore per altri partner della catenadi valore, internalizzare tale processo farebbe aumentarel’efficienza economica e la sostenibilita’ finanziaria deivettori. La sfida consisterebbe nel garantire chel’integrazione verticale non impedisca l’accesso deiconcorrenti ai servizi e strutture”.

Per quanto riguarda i servizi nei terminal aeroportuali,prosegue poi il rapporto, ”i benefici di un’integrazioneverticale sarebbero notevoli”, perche’ i ricavi daoperazioni non aeronautiche sono concentrati in due grandiaeree: quella retail e i parcheggi auto. Entrambe queste duearee dipendono pero’ dal livello di traffico passeggeridell’aeroporto a sua volta influenzato dalle decisioni dellecompagnie aeree su capacita’ e prezzi. Quindi, ne deduce ilrapporto, un’integrazione tra le compagnie aeree e taliattivita’ comporterebbe un aumento dell’efficienza economicae dei profitti.

Per il rapporto, meno evidenti sarebbero invece i beneficiderivanti da un’integrazione tra le compagnie e i servizi diterra, fortemente regolamentati, in riferimento inparticolare alle tasse aeroportuali e che fornirebbero quindiscarsi elementi di manovra nel miglioramento dell’efficienzadi gestione.

”Insomma – conclude il rapporto -, l’integrazioneverticale delle compagnie aeree nel settore dei terminalaeroportuali (passeggeri e merci) puo’ essere degna diconsiderazione come un meccanismo che faccia aumentarel’efficienza economica del trasporti aereo, migliorando estabilizzando le performance finanziarie dei vettori.

L’integrazione verticale delle compagnie aeree nelleoperazioni aeroportuali e’ invece improbabile che possafornire eventuali benefici”.

sen/sat

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