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Venerdì 9 agosto 2013 - 16:42

Crisi: rallenta l’inflazione e rallentano i consumi

(ASCA) – Roma, 9 ago – Nel mese di luglio, secondo i datiIstat, e’ sceso dello 0,2% il costo del carrello della spesa,ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiorefrequenza dai consumatori. Ma c’e’ poco da stare allegri: ilcalo e’ infatti legato alla continua flessione dei consumicausato dalla prolungata crisi.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, relativi al mese dimaggio, i consumi sono infatti scesi dello 0,5% rispettoall’anno precedente (Eurostat), e l’andamento dell’indice deiprezzi al consumo ha segnato un rialzo dell’1,1%, in forterallentamento rispetto al +3,2% di maggio 2012 (Istat). L’allarme arriva da quasi tutte le associazioni, a partireda Confindustria, che segnala la ”spending review dellefamiglie italiane”, con una spesa media annua ridotta nel2012 a 26.100 euro, con un taglio di 3.660 euro rispetto al2007, pari a quasi un mese e mezzo di consumi svaniti. Vialedell’Astronomia sottolinea inoltre come il perdurare dellacrisi economica e la seconda recessione che ha colpitol’Italia dal secondo semestre 2011 spinga gli italiani ad unastretta sia sulla quantita’ sia sulla qualita’, sacrificandoora anche le spese primarie meno toccate nella prima partedella crisi.

Anche Confcommercio, pur riconoscendo che ”il datorappresenta un segnale indubbiamente positivo per le famigliee l’economia nel suo complesso”, sottolinea che ”la rapidafase di rientro a cui si e’ assistito negli ultimi mesideriva non solo dal venir meno degli effetti degli interventisulle imposte indirette e dal ridimensionamento dei prezzidei prodotti energetici, ma soprattutto dalla crisi deiconsumi” avvertendo che ”la riduzione della spesa dellefamiglie ha portato le imprese commerciali a contenere, oridurre, i prezzi nel tentativo di attenuare il calo delladomanda”. Infine, la Cia-Confederazione italiana agricoltori, haspiegato che ”la brusca frenata dei prezzi di frutta (-7,2%)e verdura (-6,7%) a luglio non basta a far riprendere iconsumi alimentari, comunque segnati da un aumento di trepunti percentuali su base annua. Ed e’ cosi’ che le famigliecontinuano a farsi i conti in tasca anche davanti a cibi ebevande, confermando la tendenza per piu’ di un italiano sudue (53%) di comprare solo con promozioni e offerte speciali.

La risposta dei consumatori alla situazione di crisi -conclude la Cia – e’ quella di ridurre ancora di piu’quantita’ e qualita’ dei cibi acquistati”.

Tutto cio’, in termini economici si traduce nel timore dideflazione, ovvero quando si verifica un calo dei prezzidovuto a un calo della domanda di beni e servizi. In questicasi si innesca una spirale negativa in cui consumatori eaziende frenano le spese in attesa di un’ulteriorediminuzione dei prezzi. Chi produce si vede costretto acercare di collocare merci e servizi a prezzi ancora piu’bassi, ma la riduzione dei prezzi si ripercuote sui ricavi,anche questi ultimi generalmente in calo. Da cui lanecessita’ per le imprese di ridurre i costi, attraverso unadiminuzione dell’acquisto di beni e servizi da altre impresee risparmiando sulla forza lavoro (licenziamenti, ricorsoagli ammortizzatori sociali). Molte imprese falliscono con laconseguenza che la disoccupazione aumenta e la domanda scendesempre di piu’, alimentando la spirale negativa.

fch/rec

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