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Venerdì 26 luglio 2013 - 14:55

Credito: Ires-Cgil, calano impieghi in Piemonte ma anche domanda

(ASCA) – Torino, 26 lug – Diminuiscono gli impieghi inPiemonte, ma le imprese chiedono sempre meno soldi per gliinvestimenti.

E’ quanto evidenzia un’indagine di Ires-Cgil presentataoggi.

Nel 2012 in Piemonte e’ stato tagliato un miliardo diaffidamenti. E cionostante quel che rimane e’ sempre piu’ arischio. Va scomparendo anche la tradizionale distinzione trapiccole banche, che fino ad ora avevano tenuto i rubinetti unpo’ piu’ aperti e grandi istituti: tutti viaggiano a marciaindietro. ”Se non siamo in una situazione di credit crunchpoco ci manca”,afferma Giacomo Sturniolo segretario dellaFisac-Cgil regionale.
L’analisi presentata oggidall’Ires-Cgil sottolinea che a febbraio gli impieghi alnetto delle sofferenze sono diminuiti dell’1,9% , sottoaccusa gli standar automatici di vautazioni introddi dagliaccordi di Basilea. Ma allo stesso tempo c’e’ un calo delladomanda dovuto alla crisi. ”Si chiede denaro a breve perragioni di cassa – aggiunge Sturniolo – e poco a medio lungotermine per investimenti”.
La riduzione ha colpitosettori strategici dell’industria, ma cala anche la richiestada parte delle famiglie, sia per i mutui che sul fronte delcredito al consumo. Spicca la minore percentuale di impieghiin Piemonte rispetto al Pil, 49,1%, a confronto di regionicome il Veneto (71,8%) o la Lombardia (81,1%). Questo afronte di una ripresa dei depositi e si amplia percio’ ilcosiddetto funding gap. Davide Riccardi che ha curatol’analisi e Francesco Montemurro direttore Ires ricordano cheanche minotre presenza sul territorio delle banche ha giocatola sua parte: 11mila occupati in meno dal 2008, di cui millenell’ultimo anno quando gli addetti erano 28.332. E cosi’anche gli sportelli, diminuiti di circa duecento. Unridimensionamento che certo non ha favorito il contatto, maha accentuato i processi automatici stabiliti dalle regole diBasilea. Le sofferenze sono il vero problema, aumentate del10,9%. Crescono tra le famiglie, un po’ meno tra le piccoleditte familiari, calano un po’ tra le attivita’ industriali,ma salgono considerevolemnte, attorno al 10% per i servizi ele costruzioni. La Fisac Cgil rilancia le sue proposte: unruolo pubblico piu’ incisivo attraverso i Piani diorientamento regionale e i confidi, e parallelamente ilripensamento del processo valutativo nelle banche neiconfronti delle piccole imprese.

eg/lus

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