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Martedì 23 luglio 2013 - 12:46

Fisco: Cisl, via Imu su prima casa non di lusso e stop aumento Iva

(ASCA) – Roma, 23 lug – Procedere alla riforma fiscale che”deve ristabilire l’equilibrio tra prelievo nazionale equello locale, stravolto dal federalismo incompiuto. ilGoverno deve bloccare ogni ulteriore aggravio delleaddizionali, ad iniziare da quelli previsti nei recentidecreti. Alla riforma fiscale vanno ricondotti gli stessiinterventi correttivi su IMU, TARES, IVA. L’IMU va cancellatasulla prima casa di abitazione non di lusso, cosi’ come vacancellata l’IVA al 22%, senza gravare con oneri ulteriori susalari e pensioni”. E’ quanto sottolinea il documentoapprovato all’unanimita’ dal Comitato esecutivo della Cisl.

”Per non restare prigioniero degli interessi corporativie dei poteri forti e assicurare trasparenza, efficacia edequita’, il Governo – sostiene la Cisl – deve realizzaresubito il confronto sociale ed interistituzionale sulreperimento delle risorse (revisione della spesa pubblicasenza tagli lineari, delle agevolazioni fiscali senza alcunafinalita’ sociale, dei contributi alle imprese privi diqualunque selettivita’, costi della politica e sprechiistituzionali, riqualificazione del patrimonio immobiliareper una riduzione strutturale del debito pubblico, contrastoalla corruzione soprattutto nella sanita’ e negli appalti,lotta contro l’evasione, sostenendo l’impegno dell’Agenziadelle Entrate)”.

Il Comitato Esecutivo ”e’ decisamente contrario allavendita delle imprese pubbliche prospettata dal ministrodell’Economia, per non ripetere, con ENI, ENEL, Finmeccanica,Poste l’esperienza, ad esempio di Telecom,, degli anni 90tragicamente in perdita per il Paese. Sui costi dellapolitica apprezza il disegno di legge per l’abolizione delfinanziamento pubblico dei partiti e la determinazione delGoverno di ricorrere ad un Decreto Legge di fronte alleriluttanze parlamentari, come la sua risposta immediata allasentenza della Corte Cost. con il disegno di leggecostituzionale di abolizione delle Province”.

Il Comitato Esecutivo ”giudica un primo passo positivo ilpacchetto lavoro del Decreto L. 76, che pero’ va emendato inmateria di incentivi all’occupazione, per evitarespiazzamenti tra lavoratori e di rifinanziamento della cassaintegrazione in deroga per 1,5 mld, apprezza che sulletipologie contrattuali non vi siano stati stravolgimenti esoprattutto si sia privilegiato l’affidamento allacontrattazione collettiva. Rispetto all’Avviso comune sullaliberalizzazione dei contratti a tempo determinato per 36mesi per l’EXPO 2015, per la CISL il discrimine decisivo e’che la flessibilita’ va pagata di piu’ e limitata ad un tempodeterminato e all’EXPO. Per il lavoro non bastano incentivi eflessibilita’. Occorrono le politiche attive perl’occupabilita’, la riforma delle Agenzie per l’impiego conil confronto con le parti sociali gia’ annunciato dalGoverno. L’Esecutivo deve affrontare, con le stesse partisociali, le urgenze del ripristino del potere di acquistodelle pensioni, dell’emergenza poverta’ soprattutto nellearee metropolitane, ad iniziare dalla non auto sufficienza,del sostegno alla famiglia con politiche promotrici diservizi e di conciliazione. Va infine individuata unasoluzione strutturale per gli esodati ed una nuovaflessibilita’ per l’eta’ del pensionamento. Il ComitatoEsecutivo sollecita infine il Governo a stringere i tempi perdare certezza alla stabilizzazione dei precari delle PP.

AA.”.

red/rf

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