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Mercoledì 17 luglio 2013 - 15:29

Pil: Bankitalia, la caduta sta rallentando. Stabile rapporto col deficit

(ASCA) – Roma, 17 lug – Pil tricolore ancora sottozero nel secondo trimestre, ma la caduta da’ segni di rallentamento: e’ quanto emerge dalle valutazioni espresse da Bankitalia nel Bollettino economico. ”Secondo le nostre valutazioni in Italia il PIL sarebbe diminuito nel secondo trimestre meno intensamente che nel primo. I sondaggi piu’ recenti suggeriscono una possibile stabilizzazione dell’attivita’ di investimento da parte delle imprese nella seconda meta’ dell’anno. La produzione industriale avrebbe smesso di diminuire negli ultimi mesi”, scrive Palazzo Koch. Le proiezioni sull’andamento del Pil 2013, comunque, ”sono state riviste al ribasso rispetto a quanto prefigurato in gennaio gennaio (da -1,0 a -1,9 per cento, sia pur circondate da ampia incertezza), analogamente alle recenti valutazioni di altre istituzioni” e’ scritto nel Bollettino. La revisione al ribasso, spiega Bankitalia, ”e’ attribuibile all’andamento dell’attivita’ economica nella prima meta’ dell’anno, inferiore a quanto previsto in gennaio per effetto soprattutto del rallentamento degli scambi internazionali e del protrarsi delle tensioni sul mercato del credito che hanno ritardato l’uscita dalla fase recessiva”. In Italia ”l’attivita’ economica si stabilizzerebbe alla fine di quest’anno. La ripresa si rafforzerebbe nel 2014, con una crescita dello 0,7 per cento in media d’anno, grazie all’accelerazione degli scambi con l’estero e al graduale recupero degli investimenti produttivi”. Segnali di ripresa favoriti dal ”miglioramento delle condizioni di liquidita’ delle imprese, associato agli effetti dello sblocco dei pagamenti dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche”, spiega Palazzo Koch. ANCORA RISCHI MA C’E’ STABILITA’ – Tuttavia, sulla ripresa dell’attivita’ economica tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 gravano rischi al ribasso, legati principalmente alle prospettive dell’economia globale, alle condizioni di liquidita’ delle imprese e a quelle dell’offerta di credito, sottolinea il Bollettino. Il rapporto deficit/pil e’ pero’ destinato a rimanere stabile: ”Le manovre correttive di finanza pubblica approvate nella seconda meta’ del 2011 hanno consentito all’Italia di uscire dalla Procedura per i disavanzi eccessivi avviata nel 2009. Nelle nostre previsioni l’indebitamento netto rimarrebbe pressoche’ stabile in rapporto al Pil nell’anno in corso, nonostante gli esborsi associati al pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche”. FAMIGLIE, CONSUMI E RISPARMIO – ”Nei primi mesi del 2013 la riduzione della spesa delle famiglie e’ proseguita, ma si e’ attenuata; la propensione al risparmio e’ lievemente risalita. In prospettiva, segnali favorevoli emergono dal miglioramento del clima di fiducia”, spiega Via Nazionale. ”Nel primo trimestre del 2013 – sottolinea il Bollettino – i consumi privati sono diminuiti dello 0,5 per cento rispetto al quarto del 2012 (oltre -1 per cento, in media, nei sei trimestri precedenti). Nello stesso periodo il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato il primo modesto incremento congiunturale dalla fine del 2010 (0,5 per cento in termini reali); rispetto allo stesso periodo del 2012 ha subito un calo superiore al 2 per cento. Nella media degli ultimi quattro trimestri la propensione al risparmio e’ stata pari all’8,5 per cento, in lieve rialzo nel confronto con i minimi raggiunti nel corso del 2012”. SI RIVEDE LA FIDUCIA SULL’ITALIA – Gli investitori esteri tornano ad avere fiducia sul debito pubblico italiano: ”Nei primi quattro mesi del 2013 gli investitori non residenti hanno effettuato ingenti acquisti netti di titoli di debito italiani (20,3 miliardi, per circa tre quarti nella componente a medio e a lungo termine), in concomitanza con l’attenuarsi della crisi del debito sovrano nell’area dell’euro. Gli operatori residenti hanno invece continuato a effettuare vendite nette di titoli di debito esteri, sostituiti solo in parte con azioni e quote di fondi comuni, riducendo le attivita’ estere di portafoglio di 4,8 miliardi”, si legge nel Bollettino. DISOCCUPAZIONE VERSO IL 13% – Disoccupazione ancora in crescita fino al 2014 anche perche’, nonostante l’attesa di una stabilizzazione dell’attivita’ economica e una successiva ripresa, ”le condizioni del mercato del lavoro, che tipicamente reagiscono con ritardo alla dinamica dell’attivita’ produttiva, continuerebbero a deteriorarsi, mostrando una timida ripresa solo nella seconda meta’ del 2014. Il numero di occupati diminuirebbe di circa l’1,5 per cento nel biennio 2013-14; il tasso di disoccupazione, che al netto dei fattori stagionali ha superato il 12 per cento nel maggio di quest’anno, sfiorerebbe il 13 per cento nel corso del prossimo”, scrive Bankitalia. men

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