Header Top
Logo
Giovedì 22 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Occupazione: Ocse, Italia peggiora rispetto all’Ue. Giovani a rischio

colonna Sinistra
Martedì 16 luglio 2013 - 12:04

Occupazione: Ocse, Italia peggiora rispetto all’Ue. Giovani a rischio

(ASCA) – Roma, 16 lug – La dinamica dell’occupazione inItalia sta peggiorando rispetto agli altri paesi dell’UnioneEuropea con un ”rischio crescente” per i giovani che nonstudiano ne’ lavorano che nel nostro Paese sono inproporzione la terza piu’ grande percentuale dopo Grecia eTurchia. E’ quanto emerge dal Rapporto sull’occupazione 2013dell’Ocse.

In Italia, sottolinea lo studio, ”il tasso didisoccupazione e’ cresciuto in modo quasi costante negliultimi due anni per raggiungere il 12,2% nel maggio 2013. Inquesto periodo, la performance occupazionale del paese e’peggiorata rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea:mentre un anno fa il tasso di disoccupazione era al livellodella media europea, oggi ne e’ piu’ elevato di piu’ di unpunto percentuale”. Tra i giovani la proporzione di senza lavoro e’ cresciutadi 4,3 punti percentuali nell’area Ocse tra l’inizio dellacrisi economica, l’ultimo trimestre del 2007 e l’ultimotrimestre del 2012. ”Ma – rileva il Rapporto – nello stessoperiodo quest’aumento e’ stato anche piu’ veloce in Italia(6,1 punti percentuali). Inoltre, e piu’ preoccupante, questatendenza e’ essenzialmente attribuibile all’aumento deigiovani che non studiano e non lavorano (i cosiddetti NEET:Not in Employment or in Education and Training). Laproporzione di giovani in questa categoria e’ cresciuta di5,1 punti percentuali e ha raggiunto il 21,4% alla fine del2012, la terza piu’ grande percentuale nell’OCSE dopo Greciae Turchia”.

Secondo l’Ocse per i giovani NEET italiani ”c’e’ unrischio crescente di conseguenze di lungo termine sulle loroprospettive occupazionali e di guadagno e inoltre perdonocompetitivita’ rispetto alle loro controparti in altri paesiche hanno sostituito all’esperienza di lavoro una buonaistruzione e che usciranno verosimilmente dalla crisi meglioequipaggiati per fronteggiare le sfide tecnologiche delfuturo”. fgl/

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su