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Sabato 13 luglio 2013 - 11:21

P.A.: Cgia, i debiti verso le imprese ammontano ormai a 120 mld

(ASCA) – Mestre, 13 lug – ”E’ verosimile ritenere che idebiti della Pubblica amministrazione italiana nei confrontidelle imprese ammontino a circa 120 miliardi di euro”. Adarne conto e’ il Segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi,che ha stimato questo importo dopo aver letto i risultatiemersi da un’indagine campionaria presentata nel marzo scorsodalla Banca d’Italia in un’audizione parlamentare.

Secondo i ricercatori di via Nazionale, il debito dellaPubblica amministrazione (Pa) e’ pari a 91 miliardi di euro.

Una cifra che, ormai, viene presa come riferimento da tuttigli osservatori ogni qual volta si dimensiona l’ammontarecomplessivo dei crediti che le aziende vantano nei confrontidel settore pubblico.

”Si tratta di una foto scattata il 31-12-2011, ovveropiu’ di un anno e mezzo fa – sottolinea Bortolussi – nellaquale non sono comprese le aziende con meno di 20 addettiche, ricordo, costituiscono il 98% del totale delle impreseitaliane. In questa ricerca, inoltre, non sono statecoinvolte le imprese che operano nei settori della sanita’ edei servizi sociali che, storicamente, sono quelli dove siannidano i ritardi di pagamento piu’ eclatanti. Alla luce diquesti elementi, riteniamo che l’ammontare dei debiti scadutistimato dalla Banca d’Italia sia sottodimensionato di circa30 miliardi di euro”.

Sia chiaro, sottolineano dalla CGIA, non e’ in discussioneil rigore scientifico dell’indagine realizzata dalla Bancad’Italia: nelle note metodologiche i ricercatori di viaNazionale hanno messo in evidenza tutti i limiti dellaricerca. Chi dovrebbe preoccuparsi a dimensionare il debitodovrebbe essere lo Stato che, invece, si e’ dato tempo finoal prossimo mese di settembre per calcolarlo. ”Detto questo – prosegue Bortolussi – sarebbe ingenerosoprendersela con chi ci governa. Il mancato pagamento deidebiti e’ un problema che parte da lontano. Anzi, dobbiamoringraziare sia il Governo Monti sia quello presieduto daLetta per aver messo al centro dell’attenzione dell’opinionepubblica questa anomalia tutta italiana. Tuttavia, bisognaaccelerare i tempi di pagamento, altrimenti con soli 20miliardi di euro a disposizione all’anno, questi 120 miliardidi debito saranno onorati non prima del 2018”.

Se si analizzano poi gli effetti economici dei mancatipagamenti, si scopre che dall’inizio della crisi alla finedel 2012 sono fallite per mancati pagamenti oltre 15.000imprese. I risultati a cui e’ giunta la CGIA hanno origine daalcune osservazioni realizzate da Intrum Justitia. Secondoquesto istituto, il 25% delle imprese fallite in Europachiude a causa dei ritardi dei pagamenti. Tenendo presenteche l’Italia e’ maglia nera in Europa per quanto concerne lamancata regolarita’ dei pagamenti tra la Pubblicaamministrazione e le imprese nonche’ nelle transazionicommerciali tra le imprese, la CGIA stima che tra il 2008 edil 2010 questa incidenza abbia raggiunto la soglia del 30%,per salire al 31% nel biennio 2011-2012.

Pertanto, a fronte di oltre 52.500 fallimenti registratisiin Italia nel quinquennio preso in esame, la CGIA stima che15.100 chiusure aziendali siano addebitabili ai ritardi neipagamenti.

Segnala infine il segretario della CGIA: ”Oltre airitardi nei pagamenti, hanno sicuramente concorso allachiusura di queste attivita’ anche gli effetti nefasti dellacrisi, come il calo del fatturato dovuto alla contrazionedegli ordinativi e il deciso aumento registrato in questiultimi anni dalle imposte e dai contributi, oltre alla fortecontrazione nell’erogazione del credito che ha caratterizzatol’azione degli istituti di credito nei confronti soprattuttodelle piccole imprese”.

red/mau

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