Header Top
Logo
Martedì 27 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Energia: in 2012 bolletta da 160 mld. Si consuma meno ma si paga di piu’

colonna Sinistra
Mercoledì 10 luglio 2013 - 16:43

Energia: in 2012 bolletta da 160 mld. Si consuma meno ma si paga di piu’

(ASCA) – Roma, 10 lug – La ”bolletta energetica” pagata dafamiglie e imprese in Italia e’ del 18% piu’ alta rispettoalla media europea e allineare i prezzi dei prodottienergetici italiani (energia elettrica, gas e carburanti) aquelli medi europei vorrebbe dire risparmiare ogni anno 25MldEuro. Su questo dato pesano tasse elevate, una dipendenzadai combustibili fossili tra le piu’ alte in Europa, unmercato del gas e dell’elettricita’ con prezzi molto piu’alti rispetto alle altre piazze europee. Ma per capire afondo un settore complesso come quello dell’energia eprendere decisioni strategiche che avranno ripercussioni neiprossimi decenni, ad esempio sulle tecnologie che e’ piu’opportuno promuovere, basarsi solo su una analisi dei prezzinon e’ sufficiente e puo’ trarre in inganno. Queste soloalcune delle valutazioni che emergono dal Dossier che sara’presentato domani dalla Fondazione per lo SviluppoSostenibile nel corso del Convegno ”I Costi dell’ Energia inItalia”, organizzato in preparazione degli Stati Generalidella Green Economy 2013. Lo studio prende le mosse proprio dall’analisi comparativadei prezzi dei prodotti energetici, arrivando a stimare unabolletta di gas, elettricita’ e carburanti pagata dagliitaliani nel 2012 di oltre 160MldEuro e in crescita, a causadell’ aumento dei prezzi petroliferi, del 10% rispetto all’anno precedente, nonostante la contrazione dei consumi.

L’analisi iniziale evidenzia come le famiglie sianoparticolarmente penalizzate nei consumi di gas naturale, chepagano dal 24 al 35% in piu’ della media europea (circa300Euro/anno per famiglia). Le imprese, specie quellemedio-piccole, risentono invece degli alti costi dell’elettricita’, dovendo fare i conti con un kWh dal 30% finoall’ 86% piu’ della media europea. A questo si aggiunge chei prezzi di benzina e diesel, che rappresentano la voceprincipale di spesa della bolletta energetica, sonomediamente piu’ alti del resto d’Europa e questodifferenziale e’ aumentato in modo sensibile negli ultimianni . L’alta dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili,che soddisfano l’82% della domanda interna, uno dei valoripiu’ alti in Europa, ha rappresentato il primo driverdell’aumento dei prezzi energetici negli ultimi anni: tra il2000 e il 2012 i prezzi del petrolio sono aumentati di oltreil 200% (triplicati), quelli del carbone del 160% e del gassul mercato europeo di circa il 300%. A parita’ di consumi eal netto dell’inflazione la fattura pagata dall’Italia perl’import dei fossili e’ passata da meta’ degli anni ’90 aoggi da 20 a 65 MldEuro. Gli scenari mondiali piu’accreditati prevedono che per i prossimi vent’anni i prezzidei fossili, a meno che non si riduca drasticamente ladomanda, rimarranno alti o addirittura continueranno acrescere, sancendo la fine dell’epoca dei combustibilifossili a basso costo. Ma i prezzi dei prodotti energetici non dicono tutto circai costi che i cittadini e le imprese devono pagare persoddisfare il proprio fabbisogno energetico. A cominciare, adesempi, dai sussidi che in Italia vengono pagati aicombustibili fossili, attraverso agevolazioni fiscali oquant’altro, e che, a differenze di quelli per lerinnovabili, non rientrano in bolletta e non contribuiscono aformare i prezzi dell’energia (ma vengono comunque pagati daicittadini e dalle imprese ad esempio attraverso la fiscalita’generale). Si tratta di fondi ingenti, fra i 2 e i 5 mld dieuro l’anno, che pero’ non vengono monitorati dal Governo.

Quanto poi alle rinnovabili, parlando di costi diretti,gli incentivi alle rinnovabili del settore elettrico (cherappresentano la maggior parte degli incentivi) hannoraggiunto nel 2012 circa 10 milardi di Euro, il 16-17% dellabolletta elettrica nazionale. Ma questi hanno incisosull’aumento del prezzo del kWh degli ultimi anni solo per il33%, mentre per il 57% questo e’ stato causato dall’aumentodei prezzi dei fossili.

Sul piano dei costi e dei benefici indiretti il saldoeconomico e’ senz’altro positivo. Tra i benefici da ascriverealle rinnovabili c’e’ infatti la riduzione del prezzo medioorario dell’ energia elettrica (a maggio si e’ quasidimezzato tra il 2006 e il 2012) e la creazione di ricchezzae occupazione nazionale (su 1000 euro spesi sulle rinnovabiline rimangono in Italia 500-900, mentre su 1000 euro investitisulla produzione elettrica da gas ne restano sul territorionazionale 200, il resto va alle economie straniere). Per nonparlare poi del lato ambientale: 70Mt di CO2 risparmiata ognianno e un minore inquinamento atmosferico.

red/mpd

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su